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Durban è diventata un paradiso dei procrastinatori  

 

 

 

Di Nimmo Bassey

 

15 dicembre 2011

 

Mentre i colloqui stavano la mattina di domenica stavano per concludersi, era chiaro che i dirigenti avevano mostrato ancora una volta la loro abilità di procrastinare.

Per come stanno le cose, i essi hanno tempo fino al 2015 per mettersi d’accordo su un  nuovo patto che non entrerebbe in vigore fino al 2020. Durban potrebbe e essere soprannominata il paradiso dei procrastinatori.

Gli inquinatori del  mondo hanno bloccato la vera azione e hanno scelto ancora una volta di salvare gli investitori e le banche espandendo i mercati del carbonio che stanno ora crollando e che, come tute le attività finanziarie di questo periodo,  sembra che arricchiscano soprattutto i pochi scelti.

La fine dei colloqui in era origine fissata per  venerdì 9 dicembre.   Quando è arrivata la sera i negoziatori sembravano molto lontani da una conclusione.

La frustrazione  infuriava all’interno e all’esterno della conferenza internazionale dove i colloqui continuavano. Centinaia di militanti  per il clima hanno inscenato un’azione di resistenza passiva nei corridoi vicino a una delle sale delle riunioni plenarie, chiedendo: “Non uccidete l’Africa!” Hanno occupato per circa tre ore la Conferenza delle Parti (COP 17). Alla fine gli agenti della sicurezza hanno espulso alcuni attivisti, tra i quali Bobby Peak dell’organizzazione Amici della Terra del Sud Africa, Desmond D’Sa dell’Alleanza ambientalista della Comunità di Durban sud e Kumi Naidoo di Greenpeace. All’esterno la gente ha sfidato la pioggia per riunirsi nello spazio Occupy COP 17 – soprannominato Speakers’Corner (L’Angolo degli oratori). Questo era diventato lo spazio auto-gestito dove la gente poteva far sentire la propria voce e mandare liberamente messaggi senza dover avere a che fare con le complicazioni della sicurezza nelle sale dove si tenevano i colloqui. Venerdì c’è stata la veglia di protesta   per la  Conferenza delle Parti (COP).  Il nome era adatto perché i discorsi ufficiali si erano trasformati più o  meno in un rito funebre.

I cittadini di KwaMashu (un sobborgo di Durban)  mandati via dalla loro terra per far apparire più bella  Durban,  hanno avuto il tempo di raccontare qui le storie dei loro travagli. Sono venuti sotto gli auspici di un gruppo che si chiama Abahlali BaseMjondolo, il movimento di coloro che abitano nelle baracche. I bambini della comunità hanno fatto uno spettacolino per far vedere come all’inizio fossero stati sfrattati quando il Sud Africa ha ospitato i campionati mondiali di calcio, come avessero rimesso a posto  i pezzi della loro vita dopo la “fiesta” del calcio e come fossero stati poi sfrattati di nuovo per far sì che la  COP  trovasse  un aspetto piacevole l’aspetto della città. Hanno chiesto di sapere perché, in quanto Sud Africani non avevano diritto a un ricovero, alla dignità, e a un trattamento decente.

All’interno, i discorsi sono andati avanti per tutto il giorno seguente e infine si sono conclusi la domenica mattina presto. Gli analisti  considerano i colloqui un disastro assoluto.

“La gente comune è stata ancora una volta delusa dai nostri governi”, dice Sarah-Jayne Clifton, Coordinatrice per la Giustizia del Clima della confederazione Friends of the Earth International. (Internazionale degli Amici della Terra) http://it.wikipedia.org/wiki/Friends_of_the_Earth.

“Guidate dagli Stati Uniti, le nazioni avanzate sono venute meno alle loro promesse, hanno indebolito le regole sull’azione per il clima e hanno dato forza a coloro che permettono alle grosse imprese commerciali e industriali di trarre profitto dalla crisi del clima”. La Clifton spiega che il protocollo di Kyoto, l’unica struttura legalmente vincolante per la riduzione delle emissioni, è sopravvissuta solo di nome.  “L’ambizione di ottenere i tagli alle emissioni rimane terribilmente bassa,” ha aggiunto. “Il fondo verde per il clima non ha denaro e i programmi di espandere il commercio del carboni distruttivo vanno avanti.

“Nel frattempo, milioni di persone nel mondo in via di sviluppo si trovano già di fronte a impatti climatici devastanti e il mondo si catapulta a capofitto verso la catastrofe climatica. Il rumore degli inquinatori delle grosse imprese commerciali e industriali, ha smorzato le voci della gente comune che non arrivano più alle orecchie dei nostri capi.” Secondo Mohamed Adow dell’ente di beneficenza Christian Aid, il risultato dei colloqui è profondamente angosciante. Non avevo mai visto una situazione peggiore di questa in questo tipo di incontro: In un’epoca in cui gli scienziati fanno la fila per avvertirci delle terribili conseguenza che ci saranno se le emissioni continuano ad aumentare, quello che vediamo qui a Durban è  il tradimento fatto a tutta la gente del mondo.”

Il risultato di Durban è un compromesso che salva la conferenza sul clima ma mette in pericolo la gente che vive in povertà,” conclude Adow. Alla conferenza stampa di chiusura, l’ONU era ansioso di fare commenti positivi sul risultato.

Il capo dell’ONU per i problemi del clima, Christiana Figueres, ha definito i colloqui un “punto di riferimento”; ha detto che le decisioni prese “hanno realmente segnato una traiettoria completamente nuova per il regime climatico.” “Ha garantito un secondo periodo di impegno, ma ha anche preparato la strada per un regime più ampio applicabile a tutti in maniera legale e ha fornito meccanismi per le nazioni in via di sviluppo per soddisfare  le loro necessità di riduzione e di  adattamento.”

Non tutti interpretano il risultato in quei termini. “E’falso dire che un secondo periodo  di impegno per il Protocollo di Kyoto è stato adottato a Durban,” dice Pablo Solón, ex rappresentante dei negoziatori per la Bolivia. “La vera decisione è stata semplicemente rimandata alla prossima conferenza, senza nessun impegno da parte delle nazioni ricche per le riduzione delle emissioni. Questo significa che il Protocollo di Kyoto sarà    tenuto in vita fino a quando sarà sostituito da un nuovo accordo che risulterà perfino più debole.”

Nel frattempo, mentre altre Conferenze si susseguiranno, milioni di persone saranno spazzate via dall’impatto del clima, mentre le grosse imprese commerciali e industriali e i loro lustrascarpe, i politici, sorridono lungo la strada per la banca, o si dondolano in comode amache, come se abitassero su un altro pianeta.

E tuttavia, dopo il fallimento dei colloqui, lascio Durban lunedì mattina con una sensazione di grande ottimismo. Ho visto il potere che ha la gente comune che si raduna insieme, la condivisione di storie e la creazione di nuovi legami. Rapporti. Forse una COP del popolo può essere la strada per andare avanti. Mi ricordo i semi di questo tipo di conferenza che abbiamo gettato a Cochabamba , Bolivia, nel 2010.

 

Nnimmo Bassey è il presidente di  Friends of the Earth International“Amici della Terra Internazionale”

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

http://www.znetitaly.org

http://www.zcommunications.org/durban-became-a-procrastinators’paradise-by-nnimmo-bassey

 

Traduzione di Maria Chiara Starace

© 2011 ZNETItaly– Licenza Creative Commons – CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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