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L’ascesa e la caduta (potenziale) della Fratellanza Musulmana

 

Di Tim Dobson

3 dicembre 2011

 

Mentre i risultati delle elezioni egiziane non saranno noti per un po’ di tempo, le prime  notizie che arrivano dall’Egitto chiariscono che le elezioni segneranno una vittoria importante per il partito Libertà e Giustizia della Fratellanza Musulmana.

E’ quasi troppo ovvio che la reazione isterica verrà dai commentatori delle istituzioni in  Occidente. Greg Sheridan, il giullare di corte dell’impero  di Murdoch, ha scritto  il solito copione  già in febbraio. “ Ma Hamas, il culto della morte terrorista che governa la striscia di Gaza, è un ramo della Fratellanza Musulmana e il loro manifesto che si può leggere su internet, è uno strano amalgama di anti-semitismo tradizionale e di teoria grottesca della cospirazione. La Fratellanza Musulmana in Egitto appoggia pienamente tutto il terrorismo di Hamas.”

Non c’è dubbio che sentiremo dire che questa è una rivoluzione “Islamista” e  ci saranno annunci all’inizio deboli, poi più audaci  su come Mubarak non era poi una persona cattiva. Il partito Libertà e Giustizia ha un sito web dove la gente può dare un’occhiata a che cosa propongono. Nel frattempo Juan Cole ha ridimensionato completamente la più recente stupidaggine riguardo alla rivendicazione che la Fratellanza chiede la morte di tutti gli Ebrei.

Mentre è necessario combattere queste stupidaggini, è ugualmente importante per coloro che appoggiano la rivoluzione egiziana comprendere quale è la base dell’appoggio alla Fratellanza Musulmana, anche se è solo provvisorio.

Senza percorrere tutta la storia della Fratellanza Musulmana, dato che è nata nel 1928, possiamo dire che in generale ha avuto il ruolo di  opposizione dall’inizio della sua esistenza.  Prima si è opposta al dominio imperiale britannico e ha affrontato la repressione. In seguito all’ indipendenza, la Fratellanza ha cercato di partecipare alla politica parlamentare ma poiché sono stati terribilmente manipolati, questo ha intensificato il loro percorso verso il terrorismo, particolarmente dopo che  la Fratellanza è stata bandita nel 1948. Hanno risposto assassinando il primo ministro egiziano.

La Fratellanza ha appoggiato il colpo di stato militare del 1952 che ha portato Nasser al potere, ma dopo essere stati esclusi dall’ apparato del potere, si sono rivoltati contro di lui. I membri della Fratellanza furono accusati di cercare di assassinare Nasser. Questo ha portato a una vasta repressione con migliaia di persone imprigionate. La Fratellanza ancora una volta è dovuta entrare nella  clandestinità e questa situazione è continuata per tutto il periodo del governo di Nasser. Il governo di Sadat ha garantito alla Fratellanza un po’ più di libertà politica e lo ha fatto a patto che la Fratellanza avrebbe avuto l’utile ruolo di opporsi alla sinistra e di reprimerla in un periodo in cui Sadat stava cercando di realizzare “riforme di libero mercato” e di annullare alcune delle politiche progressiste di Nasser. La Fratellanza è stata felice di svolgere quel ruolo, dato che mentre si era abbastanza coerentemente opposta ai governi in carica, era stata sempre completamente d’accordo sulle loro politiche generali anti-comuniste.

Questo ci dà la possibilità di spiegare perché la Fratellanza ha sperimentato periodi di tolleranza, in confronto al Partito Comunista egiziano. La Fratellanza che usciva dalla clandestinità ha anche rinunciato al terrorismo e impegnarsi nella politica parlamentare e nelle riforme pacifiche. La Fratellanza, tuttavia, orientata attivamente verso l’insurrezione del 1977, come reazione all’aumento dei prezzi causato dalle politiche neo-liberali di Sadat. Ha anche usato il suo giornale che aveva da poco fondato per attaccare ferocemente il governo di Sadat perché appoggiava gli accordi di Camp David, e che ha portato al riconoscimento della Palestina da parte dell’Egitto. Entrambe queste posizioni hanno aumentato la popolarità della Fratellanza con il risultato che il governo di Sadat l’ha repressa ancora una volta.

Questo modello per il quale la Fratellanza che restava illegale ma veniva tollerata, è continuato con Mubarak. La Fratellanza ha usato questo periodo per stabilire gruppi di assistenza pubblica,  per  promuovere un sistema più democratico, mentre i suoi membri partecipavano alle elezioni per lo più    fasulle sotto la bandiera di partiti  che erano legali o, negli anni 2000, come Indipendenti. E’diventato il più grande partito di opposizione in parlamento negli anni 2000, anche se era ufficialmente illegale e se durante le elezioni molti dei suoi membri sono stati messi in prigione.  Ha anche cercato di ampliare il suo appello e ha affermato che i Cristiani potevano entrare nella loro organizzazione e che avrebbero rinunciato all’anti-semitismo.

Quando questo anno è cominciata l’insurrezione, la Fratellanza ha cercato di relazionarsi  con i dimostranti; mentre ufficialmente all’inizio era un po’spocchiosa questo atteggiamento è cambiato quando è stato chiaro che Mubarak se ne sarebbe andato. Proprio dall’inizio, però, gli iscritti giovani erano membri importanti  della coalizione della gioventù che coordinava le mobilitazioni. La Fratellanza, nei suoi scritti e documenti definisce la rivoluzione del 25 gennaio la “rivoluzione gloriosa”.

Tutto quello che scrivo è fatto per chiarire perché c’è una base che li sostiene. Le sue organizzazioni di assistenza pubblica  hanno fornito aiuto alle persone che soffrivano per la brutalità del neo-liberalismo, è stata abbastanza coerente nel discutere a favore di una riforma democratica quando governava Mubarak, ha coerentemente appoggiato la Palestina, ha sostenuto la rivoluzione del 25 gennaio, e certamente anche il suo appoggio alla legge della Sharia in opposizione alla legge occidentale,  che era stata imposta dai Britannici, sono tutte posizioni che riscuotono popolarità.  E anche l’opposizione al governo in carica, malgrado i maltrattamenti brutali, ha permesso loro di raggiungere un buon livelli di rispetto presso molti Egiziani.

Ci sono altri fatti, tuttavia, che possono aiutare a capire una vittoria schiacciante della  Fratellanza nelle elezioni.

 

 

Per prima cosa, il fatto che era una forza così avviata e che non era screditata per essere stata troppo debole verso il governo di Mubarak, le ha dato un vantaggio enorme. Come ho scritto all’epoca del referendum costituzionale, che preparava la strada perché si tenessero queste elezioni:

“Molti dei dirigenti del movimento di massa che ha rovesciato il dittatore Hosni Mubarak, ha chiesto di non votare. Tra questi anche la Coalizione della gioventù della Rivoluzione (CYR – Coalition of the Youth of the Revolution)) e anche vari partiti liberali e nazionalisti.

Due personaggi largamente dati come candidati  alla presidenza dell’Egitto, cioè Amr Moussa e Mohamed El Baradei, hanno criticato gli emendamenti.

Hanno chiesto che venga scritta una nuova costituzione prima delle imminenti elezioni per stabilire regolamenti appropriati.

Gruppi politici potenti e  ufficiali argomentavano a favore del sì. Tra questi la Fratellanza Musulmana e il partito Nazionale Democratico (PND), il vecchio partito al potere sotto Mubarak.

Questo sembrava essere fatto per motivi di opportunismo. Un sì preparerebbe la strada per le elezioni fra sei mesi, favorendo i partiti ufficiali. Molte forze rivoluzionarie  si sono opposte a questo piano, poiché non dà abbastanza tempo perché le nuove forze politiche che emergono dalla lotta contro Mubarak si organizzino.”

Ci sono anche fattori che fanno pensare che il governo militare sta favorendo attivamente la Fratellanza musulmana, finanziariamente e politicamente, come un forza che non agiterà troppo le acque. Ci vorrebbe un po’ di tempo per spiegare perché alla fratellanza in massa è strato permesso di rompere la legge elettorale riguardante i materiali per le elezioni, perché l’esercito  sorveglia.

L’altro fattore è stato l’ambiguità del movimento di massa che cercava di rovesciare il governo militare per le decisioni da prendere fare riguardo alle elezioni. Dopo i risultati del referendum in marzo,  quasi tutte le forze politiche, perfino quelle che  difendevano il no, hanno affermato che avrebbero partecipato alle elezioni.

Tuttavia, dopo la repressione del governo militare contro i dimostranti di Piazza Tahrir,  e le morti  e gli infortuni  che ci sono stati e la successiva nascita di un movimento a favore di un governo civile, la situazione è cominciata  a cambiare. Molte forze politiche, di sinistra e liberali, hanno sospeso le loro campagne e si sono buttati di nuovo a Piazza Tahrir. Sembrava che mentre il movimento cresceva , cresceva  anche il richiamo a un  boicottaggio. Mentre si avvicinavano le elezioni, però, era chiaro che il richiamo al boicottaggio non aveva fatto presa sulla  maggioranza degli Egiziani. Molte forze di  sinistra e liberali, quindi,  hanno finito con il chiudere gli occhi e non hanno appoggiato il boicottaggio anche se sostenevano il movimento. La Fratellanza Musulmana è sta molto chiara: non appoggiavano il boicottaggio e  il loro lavoro che facevano per le elezioni. Allo stesso tempo, le forze liberali e di sinistra erano incerti se    boicottare o no e di fatto non hanno condotto alcuna campagna elettorale. Questo ha voluto dire che le poche settimane finali della campagna elettorale hanno visto la Fratellanza Musulmana avere quasi il monopolio di questa. Il Partito democratico dei lavoratori, i Socialisti Rivoluzionari e il partito dei Comunisti Egiziani sono stati i soli gruppi che hanno finito per appoggiare il boicottaggio.

Hossam al Hamalawy ha dato i motivi : “Non possiamo avere un’elezione pulita mentre i generali dell’esercito di Mubarak sono ancora in carica….La polizia che ci  aspettiamo protegga le urne elettorali è la stessa che stessi che ci ha ammazzato in giorni, mesi, anni recenti.”

Il motivo per cui la richiesta di boicottaggio sembra non avere avuto successo, penso che sia stata spiegata molto bene da Mustafa Ali, un membro dei Socialisti Rivoluzionari di Egitto quando ha detto al Socialist Worker  (un settimanale britannico):

“La maggioranza del paese vuole un sistema democratico. Vuole un governo civile. Vuole poter votare ed esercitare il controllo politico delle loro vite e  crede che questo sia il modo per far uscire l’esercito dalla loro vita per la prima volta in 60 anni.

Perfino tra la gente che lotta in Piazza Tahrir, quindi, e coloro  che li appoggiano, ci saranno  alcuni che  voteranno perché non vogliono lasciare la scena politica allo SCAF (Supreme Council of the Armed forces – Consiglio Supremo delle Forze Armate), alla Fratellanza musulmana e ai Salafiti.”

Ha anche espresso l’opinione che  “Lo SCAF vuole che questa elezione guadagni legittimità di fatto. I militari sono molto deboli attualmente e sono determinati a fare svolgere le elezioni qualsiasi cosa succeda. Le vogliono usare per rinforzare le loro credenziali davanti  alla gente che ha detto che essi avrebbero portato la democrazia: vogliono avere qualche cosa per dimostrare che hanno mantenuto la parola per usarla per attaccare l’avanguardia rivoluzionari che sta crescendo.”

Penso che questo sia il punto cruciale: le elezioni vengono usate dallo SCAF come modo di restare in piedi e considerano la Fratellanza Musulmana un mezzo per realizzare questa speranza. In definitiva, il modo in cui la Fratellanza Musulmana reagirà alla situazione, sarà determinante per il suo futuro. Fino dalla Rivoluzione del 25 gennaio, avevamo già delle crepe. I giovani della Fratellanza Musulmana che avevano un ruolo importante in quella rivoluzione, alla fine si sono stancati del conservatorismo dei suoi dirigenti e della sua  incapacità di lavorare con altri gruppi che appoggiavano la rivoluzione. Si sono separati e hanno formato il Partito della Corrente Egiziana, che fa parte dell’alleanza: La Rivoluzione Continua, una formazione di destra che contesta le elezioni.

La crepa potrebbe diventare un buco nero, però, se la Fratellanza il cui sostegno deriva dalla sua limitata ma reale opposizione al Neo-Liberalismo,  dal suo appoggio ai Palestinesi e da una riforma democratica, si legherà al governo militare. Il governo militare sostenuto dagli Stati Uniti, sta operando per fermare e rovesciare  la rivoluzione, e qualsiasi forza condivida il suo programma, dovrà in definitiva venire coinvolta in azioni impopolari e anti democratiche.

Zyad Eleliamy, che è un attivista liberale in Egitto, pochi giorni fa ha detto:” “La strada sarà un mezzo molto più efficace per realizzare le richieste della rivoluzione rispetto a  queste elezioni”!” La Fratellanza, facendo quella scelta, ha chiaramente optato per le elezioni, ed è rifiutando le manifestazioni nelle strade che potremmo vedere la caduta della Fratellanza.

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

http://www.zcommunications.org/the-rise-and-potential-fall-of-muslim-brotherhood-by-tim-dobson

Fonte Press Box Red

 

Traduzione di Maria Chiara Starace

© 2011 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CCBY-NC-SA 3.0

 

 

 

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