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di Greg Thielmann e Benjamin Loehrke  – 06 dicembre  2011

Quando, agli inizi del mese, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) ha diffuso un rapporto sul programma nucleare iraniano, molte agenzie mediatiche e politici ne hanno ricavato due messaggi: che l’agenzia con sede a Vienna ora confuta le stime del passato della comunità dei servizi segreti statunitensi e che ora l’Iran sta accelerando sulla bomba.  Entrambe le rappresentazioni sono sbagliate.  E tuttavia queste affermazioni sono state ripetute abbastanza spesso da dar loro credibilità presso il pubblico e il Congresso.

La maggior parte degli analisti che hanno familiarità con il rapporto sono d’accordo sul fatto che “non c’è niente nel rapporto che non fosse noto in precedenza ai governi delle maggiori potenze”;  un Iran nucleare “non è né imminente né inevitabile”.  Anche se è chiaro che la continuazione, da parte dell’Iran, sulle armi nucleari è una preoccupazione grave per la sicurezza internazionale, “non c’è stata alcuna pistola fumante quanto alle intenzioni dell’Iran riguardo alle armi nucleari.”  

E allora perché analisi contrastanti di un documento estremamente burocratico e tecnocratico?

Washington parla molto, ma non legge altrettanto.  Questo è il modo più semplice per spiegare perché i commentatori hanno trascurato la coerenza tra la Stima dell’Intelligence Nazionale (NIE) del 2007 sull’Iran e il più recente rapporto della IAEA sul programma nucleare iraniano.

Il PDF NIE del 2007 sull’Iran aveva raggiunto la conclusione, da titoloni sui giornali, che, con elevata certezza, nell’autunno 2003 l’Iran aveva interrotto il suo programma di armamenti nucleari (distinto dal programma di arricchimento dell’uranio e da quello dei missili balistici).  Inoltre il NIE affermava:

“Valutiamo anche, con certezza da moderata ad alta, che Teheran stia al minimo mantenendo aperta l’opzione di sviluppare armi nucleari …

Riteniamo, con elevata certezza, che l’interruzione sia durata almeno diversi anni. (Tuttavia, a motivo di diverse lacune del servizi di intelligence discusse altrove in questa Valutazione [il Dipartimento dell’Energia e il Consiglio Nazionale dei Servizi Segreti] stimano con una certezza solo moderata che l’interruzione di tali attività rappresenti un’interruzione dell’intero programma iraniano relativo alle armi nucleari.)

Stimiamo con moderata certezza che Teheran non abbia riavviato il suo programma di armamenti nucleari a tutta la metà del 2007, ma non sappiamo se attualmente intenda sviluppare armi nucleari.”

Tutto ciò è notevolmente coerente con il più recente rapporto della IAEA, che ha osservato:

“[Gli sforzi dell’Iran quanto alle armi nucleari] … sono stati interrotti improvvisamente in seguito a un ‘ordine di stop’ emesso alla fine del 2003 da alti dirigenti iraniani.  Secondo tale informazione, tuttavia, il personale è rimasto al suo posto per registrare e documentare i progressi dei rispettivi progetti … L’agenzia è preoccupata perché alcune delle attività intraprese dopo il 2003 sarebbero altamente rilevanti per un programma di armamento nucleare.”

Il NIE lasciava aperta la possibilità che l’Iran potesse continuare attività collegate agli armamenti.  Con quattro anni di maggior prospettiva il più recente rapporto della IAEA fornisce maggiori dettagli sul lavoro bellico condotto dall’Iran prima del 2003, poi aggiorna le informazioni disponibili sulla misura inferiore del lavoro condotto dopo il 2003. Le nuove attività hanno compreso:

– Conduzione di ricerca sperimentale, dopo il 2003, sull’iniziazione emisferica di alti esplosivi;

– Ulteriore validazione, dopo il 2006, di un progetto di iniziatori neutronico;

– Conduzione di studi su modelli, nel 2008 e 2009, che potrebbero stabilire il prodotto di un’esplosione nucleare;

Portare avanti attività disparate di ricerca non corrisponde al riavvio a pieno campo di un programma integrato di armamenti.  Quel tipo di attività continua a risultare essere stato interrotto nel 2003.  Da allora le attività sembrano più un affinamento, da parte dell’Iran, della sua precedente comprensione del progetto delle armi nucleari, non una corsa alla bomba.

Perciò, nello spiegare i più recenti documenti classificati del NIE diffusi a marzo di quest’anno, James Clapper, direttore dei servizi d’informazione nazionali, ha dichiarato al Comitato del Senato sulle Forze Armate (PDF) :

“Continuiamo a ritenere che l’Iran stia mantenendo aperta l’opzione di sviluppare armi nucleari, in parte sviluppando varie potenzialità nucleari che lo mettono in una posizione migliore per produrre tali armi, nel caso decidesse di farlo. Non sappiamo, tuttavia, se alla fine l’Iran deciderà di costruire armi nucleari.”

La testimonianza di Clapper ha confermato il recente rapporto IAEA, che ha aggiunto considerevoli dettagli al sommario ‘disinfettato’ del NIE 2007.

L’esteso rapporto della IAEA costituisce una forte indicazione che i servizi d’informazione statunitensi nel 2007 sul programma nucleare iraniano si erano basati su prove solide che non sono state smentite dalle informazioni più recenti.  La situazione dell’Iran non è statica; sono necessarie costanti rivalutazioni e analisi aggiornate per ogni processo di intelligence dinamico e professionale.

Inoltre, condividere con il pubblico le informazioni sulle conclusioni raggiunte è vitale per informare il dibattito in corso. La IAEA merita credito sia per la qualità delle sue analisi sia per condividere le sue opinioni qualificate su questi temi critici con il pubblico più vasto, in particolare visto che non è stato diffusa alcuna sintesi dei più recenti aggiornamenti del NIE.

I guru e i politici che utilizzano il rapporto più recente della IAEA per attaccare il rapporto 2007 del NIE stanno, al minimo, distorcendo le informazioni e, al peggio, facendo giochi politici con la sicurezza nazionale.

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

http://www.zcommunications.org/pakistan-anatomy-of-a-crisis-by-conn-hallinan

Fonte: Bulletin of Atomic Scientists

traduzione di Giuseppe Volpe

© 2011 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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