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La biblioteca del popolo di Occupy Wall Street continua a vivere

 

Di William Scott

2 dicembre 2011

 

La Biblioteca del Popolo di Zuccotti Park – una raccolta di oltre 5.000 libri avuti in regalo di ogni tipo e argomento, che tutti potevano leggere – è stata creata non solo perché servissero a tutti i dimostranti di OWS; è stata pensata per fornire conoscenza e il piacere di leggere anche per un pubblico più vasto, compresi i residenti della parte bassa di Manhattan. E’ stata anche una biblioteca per tutti, dato che molte persone che visitavano il parco si fermavano per curiosare tra i libri della nostra biblioteca, per regalare libri loro e per prendere libri.

Alle 2.30 di notte del 15 novembre, la Biblioteca del Popolo è stata distrutta dalla polizia di New York City, che operava agli ordini del Sindaco Michael Bloomberg. Senza nessun preavviso  un esercito di poliziotti in equipaggiamento  antisommossa, ha afferrato ogni cosa e la ha buttata nei camion dell’immondizia e nei  cassonetti, Malgrado la promessa fatta su Twitter dal sindaco Bloomberg che i libri della biblioteca erano stati messi al sicuro e che potevano essere ripresi, soltanto 1.1000 libri sono stati recuperati e alcuni di essi sono illeggibili. Sono stati distrutti anche quattro computer portatili della biblioteca e anche tutti gli  scaffali, i bidoni dove venivano messi i libri, il necessario per timbrarli e catalogarli  e la grande tenda che ospitava la biblioteca.

Nelle sei settimane passate ho vissuto e lavorato come bibliotecario nella Biblioteca del Popolo, in una tenda piantata lì vicino. Sono professore di Inglese all’Università di Pittsburgh e ho scelto di trascorrere il mio anno sabbatico a OWS per partecipare al movimento e per costruire e conservare la raccolta di libri nella Biblioteca del Popolo. Amo i libri: leggerli, metterli a posto, tenerli in mano, perfino odorarli. Amo le biblioteche e tutto quello che rappresentano. Vedere un’intera raccolta di libri avuti in dono, compresi molti che avrei voluto leggere, saccheggiata senza riguardo e distrutta dalle forze della legge e dell’ordine, è stata una delle esperienze più sconvolgenti della mia vita. I miei studenti di Pittsburgh lottano per potersi permettere di comprare i libri che gli servono per i loro corsi. La nostra grande collezione di  libri da studiosi e di riviste, sarebbe bastata da sola a fornire materiale di lettura a molte classi di studenti universitari. In una situazione in cui  le biblioteche pubbliche del nostro paese  lottano per sopravvivere malgrado i tagli al bilancio, le sospensioni temporanee e le chiusure, la Biblioteca del Popolo è servita come modello di che cosa può essere una biblioteca pubblica: gestita per la gente e dalla gente.

Durante l’assalto, Stephen Boyer, un poeta, amico e bibliotecario di OWS, ha letto poesie dalla Occupy Wall Street Poetry Anthology (Antologia di poesie su Occupy Wall Street) (vedi peopleslibrary.wordpress.com) ad alta voce in faccia ai poliziotti antisommossa. Mentre ci spingevano fuori dal parco con gli scudi, a pugni,  con i manganelli, con i gas lacrimogeni, ero vicino a Stephen e lo osservavo mentre urlava le poesie a squarciagola davanti all’esercito di poliziotti che stava arrivando. Poi è successa una cosa incredibile. Parecchi poliziotti sono venuti più vicino per sentire le poesie. Hanno sollevato un po’ le visiere dei caschi per afferrare le parole che Stephen stava urlando, perfino mentre i loro colleghi poliziotti continuavano a metterci in fuga. Il giorno dopo, un ufficiale di polizia di guardia all’entrata di Zuccotti Park, ha detto a Stephen che era stato molto colpito dalle poesie, che si era commosso a vedere che ci preoccupavamo così tanto delle parole e dei libri da rischiare di essere maltrattati e arrestati proprio per difendere il nostro amore per i libri e per la sapienza che contengono.

Alle 6 di sera del 15 novembre, un gruppo di scrittori e sostenitori della Biblioteca del Popolo, sono comparsi nel parco che era stato riaperto trasportando libri e nello spazio di pochi minuti abbiamo avuto in regalo circa 200 libri. Tutta la notte e il giorno dopo, la gente si fermava per regalare dei  libri e prenderne altri. Poiché le nuove regole del parco ci proibiscono di dormire lì e di lasciare qualsiasi cosa, Stephen ed io siamo stati alzati tutta la notte per proteggere i libri fino a quando altri bibliotecari sono arrivati a darci il cambio. Frustrati ed esausti, ma comunque euforici e ansiosi di mantenere lo slancio del movimento, abbiamo tenuto aperta tutto il giorno la Biblioteca del Popolo mentre pioveva a catinelle e abbiamo messo i libri in buste di plastica chiuse ermeticamente per mantenerli asciutti.

Poi, alle 19.30 del 16 novembre, la Libreria del Popolo è stata di nuovo assalita e i liberi sono stati buttati tra i rifiuti – questa volta da un’azione congiunta di polizia e di una squadra di pulizia della Brookfield Properties (l’azienda  proprietaria del parco). La polizia di New York City prima ha la barricato la biblioteca mettendosi in fila davanti ad essa, formando un muro invalicabile di poliziotti. Un ufficiale ha poi fatto un annuncio con un megafono dicendo che dovevamo raccogliere i libri, altrimenti sarebbero stati confiscati e portati via. Pochi secondi dopo, hanno cominciato a buttare i libri nei bidoni della spazzatura che avevano trasportato nel parco con dei carrelli a quello scopo. Mentre buttavano via i libri, un collega bibliotecario di OWS ha domandato a uno dei  poliziotti perché lo facevano. La sua risposta: “non lo so.”

Dopo cinque minuti dall’inizio, l’assalto è finito e la collezione di libri della Biblioteca del Popolo era di nuovo una pila di rifiuti. Tuttavia, proprio quando i bidoni stavano per essere portati via con dei carrelli, un uomo è uscito dalla folla tenendo in mano un libro da regalarci: Slouching Towards di Joan Didion. Lo abbiamo accettato con gioia e catalogato, mettendolo in mostra  sotto una nuova insegna della biblioteca che avevamo appena scritto su un foglio di carta. Una vera biblioteca del popolo, dopo tutto,  non dipende dal numero di libri, perché in definitiva la cosa importante è il modo in cui i libri vengono raccolti e prestati alla gente.

Accettiamo ancora donazioni e diamo in prestito i libri come abbiamo sempre fatto, e ci siamo riorganizzati abbastanza. Abbiamo tre unità mobili con bibliotecari di OWS che possiamo portare dove vogliamo. Per il Giorno dell’Azione il 17 novembre ci siamo voluti assicurare che la Biblioteca del Popolo fosse là per dare i libri a chiunque li richiedesse. Per tutto il giorni i bibliotecari sono andati in giro tra la folla, gridando: “La Biblioteca del Popolo 3.0 è circolante ed è nelle strade!” Per me è stato certo il giorno più gratificante che ho avuto nelle sei settimane in cui sono stato con il movimento.  La gente che incontravamo presso le nostre unità mobili – membri di Occupy di New York e di altri stati, amici della Biblioteca del Popolo e turisti – cambiavano strada per venire da noi ad esprimerci la loro gioia per il fatto che fossimo ancora lì. Facevano anche fatica a esprimere a parole i loro sentimenti di perdita, di frustrazione, di rabbia, di disgusto, di offesa per il sequestro e la distruzione della biblioteca. Tutto quello che abbiamo potuto dire per rispondere a queste persone è stato:”Siamo qui per restare! Per favore, prendete un libro!” Vi appartengono!” Un gruppo di otto bibliotecari di OWS ha perfino iniziato a scandire un nuovo slogan: “I libri di chi? I  vostri libri!” Ha cominciato subito ad avere successo tra gli altri dimostranti.

Le biblioteche sono i luoghi dove impariamo delle cose che non conoscevamo. I loro  libri allargano le nostre prospettive, cambiano il modo in cui vediamo il mondo, e, al livello più essenziale, ci forniscono accesso libero e aperto alla conoscenza e all’informazione. Nei due mesi che la Biblioteca del Popolo è stata operativa a Zuccotti Park, noi bibliotecari siamo riusciti a capire come questa nostra missione sia essenziale per arricchire la nostra società più ampia.  E, cosa più importante, nel corso del nostro lavoro quotidiano nella biblioteca, ci siamo divertiti e ci stiamo  divertendo colme mai nella nostra vita. La biblioteca fornisce uno spazio di dialogo, di creatività, di scambi intellettuali e  culturali e di crescita personale. Quando le matricole e gli studenti del secondo anno, mi all’università mi chiedono: “Che cosa dovremmo leggere per capire i motivi di questo movimento?”, capisco che è l’inizio di una conversazione importante. E quando tornano nella biblioteca per restituire i libri che hanno preso, mi piace tantissimo sentirli parlare dei nuovi orizzonti che grazie all’aiuto dei libri, si sono aperti per a loro.

Anche se spesso gridiamo lo slogan: “Ecco come è la democrazia!”  durante le nostre dimostrazioni, possiamo dirlo ogni giorno a coloro che vengono a visitare la nostra biblioteca. Infatti vuol dire che la Biblioteca del Popolo, soltanto per il fatto di esserci, in ogni posto, sotto ogni forma, con qualsiasi numero di libri, è perfettamente capace di dire la stessa frase per  se stessa.

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

http://www.zcommunications.org/the-peoples-library-of-occupy-wall-street-lives-on-by-william-scott

Fonte: The Nation

 

Traduzione di Maria Chiara Starace

© 2011 ZNETItaly– Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

 

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