Milioni di lavoratori del  pubblico impiego scendono nelle strade per uno sciopero generale storico

 

Di Richard Seymour

1° dicembre  2011

 

AMY GOODMAN: Sono Amy Goodman con Nemmen Shaikh di Democracy Now!

 

NERMEEN SHAIKH: Molte grazie, Amy, e benvenuti ai nostri ascoltatori e spettatori nel nostro paese e in tutto il mondo. In Gran Bretagna, oggi 2 milioni di lavoratori sono scesi nelle strade per partecipare nella più imponente protesta di massa mai svoltasi da circa 30 anni.  Insegnanti, personale ospedaliero, operatori ecologici, vigili del fuoco, e guardie di confine partecipano allo sciopero di 24 ore. Una  coalizione di 30 sindacati ha organizzato circa 1000 dimostrazioni e proteste in tutto il paese.  Si annunciano picchetti che si formeranno vicino a edifici pubblici e ospedali nel corso della giornata. Lunedì le linee aeree hanno comunicato che avrebbero ridotto i voli all’aeroporto londinese di Heathrow, che ha il maggior traffico aereo in Europa, per paura di ritardi e di sovraffollamento dovuti allo sciopero. I dipendenti dell’aeroporto fanno parte dei circa 2 milioni di lavoratori del settore pubblico contrari alle riforme che i sindacati dicono li costringeranno a pagare di più per le loro pensioni e a lavorare più a lungo prima di andare in pensione. Paul Cottrell, del sindacato dell’Università e dei College ci ha spiegato perché sostiene questo sciopero.

PAUL COTTRELL: Bene, il fatto è che i lavoratori del settore pubblico hanno già dato un grosso contributo. Per esempio, attualmente, la maggior parte di loro ha già avuto un congelamento dello stipendio da diversi anni, mentre il costo della vita è cresciuto. Pensiamo, quindi, che se c’è una qualsiasi discussione sul fatto che  il settore pubblico dia un qualsiasi contributo, come esiste per il settore privato e i ricchi della nostra società, pensiamo che i nostri membri hanno fatto la loro parte e il troppo è troppo.

AMY GOODMAN: nel frattempo, il Primo ministro David Cameron ha condannato lo sciopero definendolo un’iniziativa irresponsabile e ha esortato i sindacati a continuare gli incontri dato che le trattative sulle pensioni andranno avanti fino alla fine dell’anno. Anche il governo guidato dalla coalizione dei Conservatori, ha detto che la riforma è necessaria poiché la gente vive più a lungo e le pensioni del servizio pubblico non sono alla portata di tutti. Ieri il governo britannico ha annunciato un’altra dose di austerità. Il ministro delle Finanze George Osborne, ha detto che gli aumenti delle retribuzioni per i lavoratori del settore pubblico, già congelati da due anni, avrebbero avuto il limite massimo  dell’1% dal 2013, mentre la perdita di posti di lavoro sarebbe schizzata a 710.000 da una stima iniziale di 400.000. Per saperne di più ci colleghiamo adesso con Londra per parlare con Richard Seymour, uno dei blogger più conosciuti in Gran Bretagna. Il suo blog si chiama Lenin’s Tomb (La tomba di Lenin). Richard, benvenuto a Democracy Now! Questa è la protesta di massa più imponente da qualche decennio. Parlaci della sua  importanza.

 

RICHARD SEYMOUR: Prima di tutto, la cosa importante da riconoscere è che la Gran Bretagna non è come il Continente. Qui da noi questo tipo di scioperi non si svolge con regolarità. Succede in Francia, in Grecia, ma non in Gran Bretagna. Questo è lo sciopero più imponente della storia della Gran Bretagna dal 1926, che era stato uno sciopero generale. E’ questo quindi il suo significato e vuol dire che avrà un impatto politico molto maggiore nel Regno Unito di quanto avrebbe avuto in un paese del continente. L’altra cosa è, che, un anno fa, la situazione  sembrava molto diversa. Se torniamo all’estate del 2010, vediamo che tra i sindacalisti l’umore era molto cupo.  C’era stato perfino un invito per David Cameron di parlare al Congresso dei Sindacati. Non si diceva che ci sarebbero stati scioperi di massa. L’accordo  però,  per cui  David Cameron andava a parlare al Congresso è stato fatto naufragare a causa della rabbia dei sindacalisti della base. Successivamente, il Congresso stesso è stato un evento pieno di rabbia nel quale i capi del sindacato si sono sentiti costretti ad organizzare un qualche tipo di replica ai tagli. In ottobre, mi sembra, hanno trovato questa idea di organizzare una grande marcia dei sindacati per il 26 marzo. Allora è stata considerata un’iniziativa troppo piccola e troppo tardiva. Nel frattempo, però, fatto molto importante, è venuto fuori dal nulla il movimento degli studenti. E’ volato in alto come un razzo, e fondamentalmente ha cambiato moltissimo le cose per quanto riguarda gli argomenti che si trattavano nel movimento sindacale, perché ha tentato di eliminare un po’ del pessimismo e della disperazione che la gente comune sentiva per non potere affrontare quei tagli. Quando c’è stata la vera dimostrazione, quindi, è stata una delle dimostrazioni sindacali più imponenti nella storia della Gran Bretagna. C’erano 500.000 persone che rappresentavano ogni settore del movimento britannico dei lavoratori. E quando i membri e i capi del sindacato, come Mark Srwotka del Sindacto    si sono alzati e hanno detto se possiamo marciare insieme, possiamo scioperare insieme, la gente ha ascoltato e applaudito. Credo che questo discorso sia  stato uno dei più popolari di quella giornata. Questo è stato  il alla base della capacità di pressione che hanno questo tipo di sciopero.

Il 30 giugno, c’è stato uno sciopero su vasta scala deciso da alcuni dei sindacati più piccoli e più militanti, non affiliati al Partito Laburista. Il successo di quello sciopero ha messo altra pressione sui dirigenti dei sindacati più importanti che di conseguenza sono stati ancora più riluttanti a indire un’azione di sciopero. Ed è per questo che siamo arrivati al punto dove ci troviamo oggi e questa è l’importanza di questo sciopero. L’altra cosa, naturalmente, è il fatto che il governo in realtà non ha trattato. Sembra, infatti, che non si sia molto preoccupato delle possibilità di provocare un’opposizione. Nella tua introduzione hai parlato dell’intensificarsi della misure di austerità che stanno  proponendo. Oltre ai tagli dei salari, parlano di trasformare le contrattazioni rendendoli adeguati alle condizioni del mercato regionale dei salari. Questo significa, fondamentalmente, che se sei un lavoratore del settore pubblico a Manchester, probabilmente vedrai che il tuo salario è molto più basso rispetto ai salari di Londra. L’apparente  fondamento logico di questo è rendere le cose più facili per il settore privato, perché dicono  che al momento gli alti stipendi del settore pubblico escludono il settore privato. Questo è quindi una ristrutturazione abbastanza drastica , tutto sommato, dell’intera economia britannica. E devo essere onesto, l’ultima volta che una cosa del genere è stata fatta, è stata opera dell’amministrazione Thatcher, che era di gran lunga più consapevole  dei pericoli che c’erano se si provocavano i suoi oppositori. Quel governo è andato al potere e ha adottato la  strategia di del frazionamento dei propri oppositori. Ha iniziato affrontando i sindacati più deboli , facendo prima concessioni ai sindacati più grandi,  infliggendo molte sconfitte ai sindacati più deboli, e solo allora ha corteggiato i sindacati più forti, noti in come i grossi battaglioni del movimento dei lavoratori.  E soltanto allora hanno affrontato  i minatori e i tipografi e li hanno sconfitti. Questo governo, quindi sembra avviarsi alla lotta senza dare molti segni di preoccupazione. Ma forse è compiacimento.

NERMEEN SHAIKH: puoi dirci qualche cosa riguardo a come lo sciopero ha influenzato la posizione del Partito Laburista? Hai detto prima  come stanno rispondendo ai sindacati. Come sono cambiate le loro posizioni, se è accaduto, come replica allo sciopero?

RICHARD SEYMOUR: La prima cosa da dire è che il partito laburista non ha mai – almeno i suoi dirigenti- sostenuto gli scioperi. Se decidessero di sostenerlo, quindi, si allontanerebbero, dalle loro tradizioni,  fatto raro. Hanno tuttavia cambiato il loro tono, il che è una cosa notevole. Al congresso del Partito Laburista, dopo che Ed Miliband è stato eletto segretario, ha detto che la gente non avrebbe appoggiato questi scioperi,e  che neanche lui avrebbe voluto avere problemi con loro. Di recente le cose sono cambiate. Si sono cominciati a vedere personaggi importanti del partito laburista, come Alan Johnson che era stato ministro. E’ una figura molto eminente della destra del Partito laburista, per molti aspetti un simpatizzante di Blair. Ha però detto che i sindacati avevano tutti i diritti di scioperare per questi motivi. Se non potevano scioperare per un problema così importante come questo, allora per che cosa potevano scioperare?  Ed Balls, il Cancelliere ombra (dell’opposizione), si è sentito obbligato a esprimere la sua enorme simpatia per gli scioperanti in un’intervista concessa domenica al quotidiano The Indipendent. Ed Miliband, anche se ha adoperato un tono abbastanza essenziale dicendo come al solito che entrambe le parti  avrebbero dovuto  mettersi intorno a un tavolo e dire che gli scioperi sono un segno di fallimento e che quindi lui  non avrebbe potrebbe appoggiarne uno, tuttavia ha detto anche qualche cosa di diverso. Non se  l’è presa con gli scioperanti in quanto tali, se l’è presa con il governo. Ha dato la colpa soprattutto al governo.

Adesso il problema del Partito laburista è questo: sanno che se fossero al governo adotterebbero molte delle stesse politiche perché non hanno una strategia alternativa coerente di crescita rispetto al Partito dei Tories. Credono essenzialmente nelle stesse cose. Si deve ridurre il deficit per ricostruire la fiducia del settore finanziario. Si devono fare le privatizzazioni a un ritmo molto più rapido, e si devono tagliare gradualmente le spese pubbliche in modo molto sistematico e strutturale. E poiché pensano queste cose, è molto difficile che essi critichino i Tories su qualsiasi argomento di principio. Per questo motivo, l’ unica critica che hanno trovato possibile fare, è che i Tories non hanno trattato in modo adeguato. E il quello che sostengono è che se fossero al potere tratterebbero meglio e assicurerebbero un accordo e non vedremmo tutti questi scioperi. Fondamentalmente, invece, hanno trattato per imporre una versione di ciò che i Tories stanno in realtà proponendo. Quindi sono in una posizione di debolezza perché vuol dire che non possono trarre vantaggio dal  malcontento diffuso che c’è ora per il governo.

AMY GOODMAN : Ci puoi parlare per un minuto dei mezzi di informazione che si sono occupati di questi avvenimenti e anche dello  scandalo delle intercettazioni telefoniche, perché di recente non si è  parlato molto nei notiziari dell’impero di Murdoch. In Gran Bretagna,  naturalmente  è tutto finito. Le ultime notizie quelle apparse sul Guardian che scrive che la Polizia di Londra sta indagando per vedere se degli investigatori privati che  lavorano per la News Corporation, sono entrati nei computer dei  funzionari del governo responsabili per l’Irlanda del Nord, per danneggiarli. Lo studio asserisce che gli investigatori privati che lavorano per News International che è il ramo editoriale della News Corporation nel  Regno Unito, sono entrati e hanno danneggiato il  computer di Peter Hain, un ufficiale della polizia militare ed ex segretario dell’Irlanda del Nord,  e anche i  computer di  agenti dell’Irlanda del Nord che contenevano informazioni segrete delicate. Naturalmente ci sono altre rivelazioni su questa faccenda e anche su ciò che è emerso martedì da un’inchiesta parlamentare britannica. Paul McMullen, ex vice redattore delle rubriche  del giornale  News of The World, che ora è stato chiuso,*  ha ammesso che insieme ai suoi colleghi ha intercettato le conversazioni telefoniche  della gente, ha pagato ufficiali di polizia per avere delle soffiate,  ha anche detto che si è  nascosto in furgoni privi  parcheggiati davanti alle case, ha rubato documenti riservati, ha frugato nei cassonetti delle persone famose, ha mentito sulla sua identità,  alla ricerca di notizie di cui scrivere. Raccontaci le ultime notizie su questa faccenda.

 

RICHARD SEYMOUR: E’ proprio una bella lista quella che si sta accumulando. ‘’ La stampa di Murdoch rappresenta una frazione di rigido potere politico ed economico di destra nel Regno Unito. Potete vedere il modo in cui funziona. Non lo abbiamo mai visto prima   in questa misura. Si può però vedere in che modo funziona a livello culturale, nel modo  in cui essi intimoriscono, corrompono e blandiscono le persone famose; a livello politico come costruiscono rapporti con i ministri importanti del governo, ma allo stesso tempo trovano canali per mezzo dei quali possono ricattarli o in qualche modo minacciarli di denuncia.  Abbiamo visto che hanno costruito rapporti con la Polizia di Londra e perfino con membri della magistratura. Penso infatti che trovereste che Lord Levison, che è quello che conduce l’indagine, è stato egli stesso molto vicino al clan dei Murdoch. C’è quindi un una rete di potere di classe.  Ciò che vorrei dire a  proposito di questo è che è stato costruito.  Cioè, il potere ideologico di Rupert Murdoch, la sua abilità di proiettare l’immagine di questi scioperi come una cosa inutile, tipica degli attivisti, aggressiva e belligerante e così via, deriva dal suo potere economico che  si è creato in decenni nel Regno Unito. Ha iniziato comprando i giornali  popolari social democratici come The Sun,  per esempio –  era stato in precedenza un giornale sindacale che si chiamava Daily Harold – lo ha chiuso,  per un po’ lo ha tenuto come giornale che appoggiava il partito laburista. Quando poi lo ha fatto diventare un giornale popolare, lo ha anche trasformato in un giornale  pro Thatcher. Credo che scoprirete che ha adottato lo stesso modello di azione per l’acquisizione  dei suoi mezzi di informazione negli Stati Uniti.  Per esempio, la Fox. Ha iniziato diffondendo programmi di  contenuto popolare come The Simpsons, e una volta acquisito il mercato, ha cominciato molto decisamente a promuovere i suoi programmi per creare notiziari molto di destra. Così opera Murdoch. Ciò che in realtà sta accadendo adesso è che queste rivelazioni hanno assestato un colpo devastante al suo potere economico e commerciale e quindi, potenzialmente al suo potere ideologico nel Regno Unito.

NERMEEN SHAIKH

Forse quello che dici  è proprio vero, Richard, ma non sembra che non  siano stati intentati procedimenti giudiziari o imputazioni contro  Murdoch o contro qualsiasi altro dei personaggi importanti  implicati nello scandalo delle intercettazioni telefoniche.

RICHARD SEYMOUR: No, è vero. Ma penso che allora non fosse programmato o previsto. Questo  è  un po’più probabile che  sia accaduto sul nostro lato dell’Atlantico. La verità  è che le inchieste pubbliche hanno la funzione storica  di essere un tipo di terapia per la classe dirigente del Regno Unito. Serve a rallentare il passo delle rivelazioni e portarle a un  procedimento gestibile. Alla fine di questo proporranno delle raccomandazioni, raccomandazioni di metodo che possono essere accettate o non accettate dal governo. Ma è non un modo di azione che porta necessariamente a procedimenti giudiziari.  Naturalmente dipende tutto da che cosa verrà fuori, da come il clan Murdoch si difenderà.  Hai, però, certamente ragione, non ci sono segnali che per lo meno persone molto anziane, siano state messe in prigione.

AMY GOODMAN: E infine, queste recenti notizie dall’Iran, il governo britannico che ritira una parte del personale dell’ambasciata dopo che i dimostranti iraniani – non è chiaro chi  siano – hanno preso d’assalto l’ambasciata britannica a Tehran,   hanno invaso i suoi edifici, scandendo lo slogan: “Morte alla Gran Bretagna.” Richard Seymour?

 

RICHARD SEYMOUR: Penso che dobbiamo comprendere questo inserendolo  nel contesto della  geopolitica. Ci sono elementi nel governo britannico che davvero vogliono una guerra  con l’IranE’ venuto fuori di recente che c’erano  rapporti tra Liam Fox che era Ministro della difesa ed era personaggio di destra molto rigido, neoconservatore, atlantista, * filo israeliano, e un tizio che si chiama Adam Werritty, che era suo amico  e che agiva in coordinamento con  tutte queste organizzazioni atlantiste e filio-sioniste. Sembra che abbiamo esercitato pressioni molto forti, per far approvare un  attacco contro l’Iran e penso che ci siano elementi all’interno del governo che desidererebbero aggravare un certo tipo di situazione. L’applicazione costante di pressione – recentemente c’è stata la pubblicazione di sanzioni più rigide –  penso che sia intesa a provocare un certo tipi di segnali da parte dell’Iran. Non sono sicuro che questi tumulti non abbiano nulla a che fare con il governo iraniano, ma dico che il governo britannico ha voglia di menare le mani. Sembra davvero molto strano che sia questa la situazione, perché dopo l’Iraq sembrerebbe una scommessa  suicida.  Sembra però che stiano cercando di combattere con qualcuno e penso che l’Iran sia il candidato.

 

AMY GOODMAN:  Richard Seymour, voglio ringraziarti per essere stato co noi. Richard è uno dei bloggers più conosciuti, lavora a Londra, il suo blog si chiama Lenin’s Tomb (La tomba di Lenin). E’ autore di The Liberal Defense of Murder (La difesa liberale dell’omicidio) e di The Meaning of David Cameron (Il significato di David Cameron).

 

www.treccani.it/enciclopedia/atlantista_(Lingua-italiana)* www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=155718 **

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

http://www.zcommunications.org/millions-of-british-public-sector-workers-take-to-the-streets-in-historic-general-strike-by-richard-seymour

Fonte Democracy Now!

 

Traduzione di Maria Chiara Starace

© 2011 ZNETItaly– Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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