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di Mark Ames  – 21 novembre  2011

Vedete il tizio nella foto qui, con l’ascia che penzola dalla sua mano sinistra? E’ il nuovo ministro greco delle “Infrastrutture, trasporti e reti”, Makis Voridis, ripreso negli anni ’80 quando guidava un gruppo studentesco fascista chiamato “Alternativa Studentesca” alla scuola di legge dell’Università di Atene. E’ il 1985, e il ministro Voridis, vestito  da nazista alla Kajagoogoo [un gruppo new wave inglese degli anni ’80 che puntava su un aspetto effeminato  – n.d.t.] è colto dalla macchina fotografica mentre perlustra il campus insieme con i suoi camerati fascisti a caccia di sospetti studenti di sinistra da malmenare.  Boridis fu buttato fuori dalla scuola di legge quell’anno e denunciato dall’Associazione Studentesca Nazionale greca per aver preso parte a violenti attacchi contro studenti di legge non fascisti.

Con tutta la propaganda che ci è stata propinata riguardo al fatto che il nuovo governo greco di “austerità” è costituito da “tecnocrati” non ideologici può risultare sorprendente che i fascisti siano ora considerati “tecnocrati” dai media convenzionali e dagli interessi bancari occidentali.  Allora la storia dimostra di nuovo che i fascisti sono sempre stati favoriti da quelli dell’1% per somministrare la medicina dell’austerità.

Questa definizione piuttosto inquietante di quello che è considerato “non  ideologico” e “tecnocratico” nel 2011 e qualcosa che molti cercano intensamente di ignorare, il che potrebbe spiegare non c’è stato quasi nulla riguardo al fatto che il nuovo governo d’austerità imposto dalla UE alla Grecia include nazisti del partito LAOS (LAOS è l’acronimo del partito politico fascista greco, non il paradiso del sudest asiatico).

Il che mi riporta al nuovo ministro delle Infrastrutture, Makis Voridis. Prima di essere uno studente di legge che brandiva l’ascia, Voridis aveva guidato un altro gruppo giovanile fascista che appoggiava il capo incarcerato del colpo di stato militare del 1967 in Grecia.  La Grecia ha già percorso questa via al fascismo in precedenza, ogni volta con la scusa di salvare la nazione e per le proteste contro la presunta debolezza del parlamento. Nel 1967 l’esercito rovesciò la democrazia, impose una giunta fascista, incarcerò e torturò sospetti dissidenti di sinistra e gettò a terra il paese fino a quando la giunta non fu rovesciata dalle proteste popolari nel 1974.

Quella giunta militare – e il sostegno ad essa degli Stati Uniti (per il quale Clinton si è scusato nel 1999) –  è un ricordo crudo e penoso per i greci. Almeno per la maggior dei greci.  Per quanto riguarda l’odierno ministro delle Infrastrutture, Makis Voridis, l’unica cosa negativa della giunta fu che essa fu rovesciata dai dimostranti democratici.  Nei primi anni  ’80 fu creato un partito fascista a sostegno del capo incarcerato del colpo di stato e Voridis fu a capo dell’ala giovanile di tale partito.  Fu allora che si guadagnò il soprannome di “Martello”. A questo punto potete probabilmente indovinare perché al ministro greco delle Infrastrutture sia stato dato il nomignolo di “Martello”: lo sport preferito di Voridis consisteva nell’andare a caccia di giovani di sinistra e nel pestarli, sì, con un martello.

Dopo il martello, si diplomò per la scuola di legge … e per l’ascia; fu espulso dalla scuola di legge e si fece strada nel mondo adulto della politica fascista greca, l’ascia nascosta da qualche parte sotto il letto. Nel 1994 Voridis contribuì a fondare un nuovo partito di estrema destra, il Fronte Ellenico. Alle elezioni del 2004 il “Partito del Fronte Ellenico” di Voridis formò un blocco con il “Partito del Fronte”,  neonazista, guidato dal più famigerat negatore greco dell’olocausto, Kostantinos Plevis, un ex terrorista fascista il cui libro ‘Ebrei: tutta la verità’ elogiava Adolf Hitler e incitava allo sterminio degli ebrei. Nel 2007 Plevis fu accusato e ritenuto colpevole di “incitamento all’odio razziale” ma la sentenza fu rovesciata in appello nel 2009.

A quel punto Makis “Martello” Voridis si era elevato nel mondo del fascismo greco, fondendo il suo Partito del Fronte Ellenico nel partito di estrema destra LAOS, un partito ombrello per ogni genere di organizzazioni politiche neonaziste e di estrema destra.  Il LAOS era stato fondato da un altro antisemita delirante, Giorgos Karatzeferis, soprannominato ‘Karatzafuehrer’ in Grecia per aver affermato che gli ebrei “non sono legittimati a parlare in Grecia”.  La Anti-Defamation League [Lega Contro la Diffamazione – organizzazione ebraica – n.d.t.] è andata su tutte le furie per questo; per qualche motivo i media non ci hanno fatto caso, salvo che in Israele.

La cosa buffa è che, per quanto riguardava il capo del partito LAOS “Karatzafuehrer”, anche se Makis “Martello” Voridis gli piaceva proprio come qualsiasi altro neonazista, egli era preoccupato di quel che il pubblico avrebbe potuto pensare se avesse candidato “Martello” alle elezioni sulla lista del LAOS.  Ecco il capo del partito LAOS Karatzeferis che spiega il perché l’anno scorso a un giornale (grande ipertesto sul sito greco “Quando la crisi entra nel ventilatore” su questo e su molto altro).

Giorgos Karatzaferis: Ero semplicemente preoccupato del fatto che Voridis ha una storia che sono riuscito a coprire a prezzo di notevoli sforzi …

Christos Machairas (giornalista):  Cosa intende esattamente per “storia”?

Giorgos Karatzaferis: Riguardo al suo rapporto con Jean Marie le Pen, le asce e tutto il resto. Penso semplicemente che all’improvviso, il 30 ottobre (cioè poco prima delle elezioni locali) qualcuno della squadra di Nuova Democrazia o del Tsipras (cioè il partito di sinistra SYRIZA) può mettere in rete in video e costringermi a spiegare tutte quelle cose.

Vedete, quello è il problema con le elezioni, i referendum, la democrazia e il resto: semplicemente non si sa quanto qualificato e tecnocrate sia un tipo come Makis ‘Martello’ Voridis, ed è per questo che è una così buona cosa che le banche abbiano istruito la UE a imporre ‘Martello’ in Grecia. Per imporre sofferenza. E’ per il loro bene.

Niente dolore (per il 99%), niente guadagni (per l’1%).

Ed è così che oggi, grazie alla UE e agli interessi delle banche che la controllano, Makis ‘Martello’ Voridis è il nuovo ministro delle Infrastrutture.

Il che mi riporta alla storia dei colpi di stato in Grecia e al discorso dei colpi di stato oggi. I lettori che seguono la nostra sezione “Quel che dovresti sapere” hanno letto per mesi ormai di ogni sorta di strane cose che stanno avvenendo nell’esercito greco, culminate con la decisione del (ora ex) primo ministro Papandreou di destituire la sua intera dirigenza militare.  Li ha destituiti il 1° novembre, lo stesso giorno in cui ha annunciato che stava per sottoporre il programma d’austerità della UE al voto di un referendum democratico.  Ecco un resoconto delle destituzioni.

Contemporaneamente, in uno sviluppo che ha alimentato timori di un potenziale colpo di stato militare nel paese, Papandreou martedì ha destituito anche l’intero alto comando delle forze armate insieme con qualche dozzina di altri alti ufficiali e li ha sostituiti con figure ritenute di maggior sostegno alla dirigenza politica attuale.

I capi degli stati maggiori del paese, dell’esercito, della marina, dell’aviazione, sono stati tutti destituiti dopo la riunione del Consiglio del Governo per gli Affari Esteri e la Difesa, l’organismo decisionale supremo per la difesa nazionale.

Il ministero sostiene che il cambiamento nell’alto comando dell’esercito era in programma da tempo.  Ma rimpasti simili, che hanno luogo ogni due o tre anni, non si traducono normalmente nella destituzione dell’intera dirigenza.

Ciò ha avuto luogo nel corso di un mese di inconsueti acquisti massicci di armamenti da parte dell’esercito greco, con le nazioni creditrici – Francia e Stati Uniti – a far da venditrici delle armi; agli inizi di ottobre abbiamo appreso che gli Stati Uniti stavano facendo una pausa nella spinta all’austerità e che stavano tentando di far sì che i pigri pubblici dipendenti greci accordassero nuovo credito all’esercito greco.

Secondo informazioni della rivista “Difesa e Tecnologia Ellenica” le autorità degli Stati Uniti hanno approvato l’assegnazione di 400 carri armati M1A1 Abrams all’esercito greco, che comprenderà opzioni per il semplice rinnovo – del valore di decine di milioni di dollari per tutti i carri – e per l’aggiornamento a un livello di potenzialità operativa superiore, con un costo corrispondentemente superiore. La relativa Lettera di Offerta e Accettazione (LOA) è attesa a breve.

Sempre secondo informazioni esclusive della rivista “Difesa e Tecnologia Ellenica” è stata inviata alle autorità statunitensi una lettera di richiesta di Prezzi e Disponibilità riguardante 20 anfibi AAV7A1 e per un programma economico di aggiornamento degli stessi.  Questo è il primo passo che coprire una richiesta operativa di 75-100 veicoli.

Un paio di settimane dopo la Francia ha concesso nuovo credito allo stesso esercito per corazzate invisibile [stealth] di cui questo aveva disperata necessità, lasciando la Germania rabbiosa ed esclusa, secondo il Der Spiegel.

Un grande contratto per armamenti può creare tensione nei rapporti tra Francia e Germania. Secondo informazioni ottenute dallo SPIEGEL, la Francia vuole consegnare da due a quattro nuove fregate alla marina greca e permettere alla nazione altamente indebitata di dilazionare nei prossimi cinque anni il pagamento dei circa 300 milioni di Euro (412 milioni di dollari) del prezzo di acquisto di ciascuna nave.

Secondo il contratto la Grecia avrà l’opzione di saldare dopo cinque anni, con un significativo sconto di 100 milioni di Euro, o di restituire le fregate alla marina francese. Le fregate “stealth” sono progettate per evitare di essere intercettate dai radar nemici e sono costruite dalla società della difesa, di proprietà del governo, DCNS.

Il contratto è criticato dai rivali tedeschi che da anni stavano competendo per l’affare.

L’ultima parte dice tutto: quello che ha mandato in bestia i tedeschi non è stata la corruzione, bensì perdere un contratto per il quale si erano battuti. Ciò che questo dimostra, di nuovo, è la bugia dell’”austerità”. Si pretende che la Grecia sia talmente indebitata da non poter prendere a prestito un altro centesimo, e tuttavia non ci si pensa due volte a prestare alcune centinaia di milioni all’esercito.

Riconsiderando le manovre dell’ultimo minuto, sembra piuttosto chiaro che la decisione di Papandreou di destituire tutti i capi militari nel giorno in cui annunciava il suo referendum sull’austerità – il suo tentativo di controbilanciare il potere delle banche occidentali e quello locale dell’esercito mediante il potere popolare – è stato essenzialmente una lotta di potere imperialista in una colonia arrogante i cui abitanti sono visti come poco più che come fonti di profitto per i banchieri.  Così abbiamo le nazioni creditrici che cercano di comprare l’esercito all’approssimarsi del D (efault) Day dei banchieri e Papandreou che cerca di contrastare la cosa sia inchinandosi loro, riconoscendo di essere finito, sia cercando di salvare se stesso trasferendo il potere al popolo del proprio paese.  Ma Papandreou era di gran lunga troppo debole e troppo compromesso. Alla fine non c’è stata partita; non ha mai avuto una possibilità.  E la volontà popolare dei greci è a malapena un pentimento tardivo.

E’ così che i banchieri trattano le repubbliche delle banane; è così che gestiscono le proprie colonie. Ci si prende cura dell’esercito; gli si offrono doni e ce lo si mette in tasca.  Il popolo esiste soltanto per essere sfruttato. E quando strilla va dipinto nel modo in cui gli inglesi dipinsero gli irlandesi durante la Grande Carestia: pigri, corrotti, è tutta colpa loro, quel che gli serve è una medicina ancor più dolorosa e un veloce calcio nel sedere … per il loro bene, ovviamente.

E nel caso non fosse chiaro per tutti, la rivista Forbes se n’è venuta fuori a favore di un colpo di stato.  Ecco come un giornalista greco ha riferito la cosa:

“Invece di gettare euro in fumo, sarebbe molto più saggio per la Germania patrocinare un colpo di stato e risolvere il problema in quel modo.” No, questo estratto non proviene da un blog fascista. Viene dalla rivista Forbes ed è soltanto un altro degli articoli provocatori che fanno seguito a questa folle campagna anti-Grecia in corso sui media internazionali.”

Alla fine l’occidente e i banchieri hanno effettivamente ottenuto il loro colpo di stato.  E non hanno avuto bisogno di un orrendo spettacolo militare per farlo accadere.  Papandreou è stato rovesciato, il referendum è stato ritirato, è stato posto in essere un regime di austerità per soddisfare le richieste dei banchieri senza che la democrazia si metta di mezzo. Bello e pulito.

Non solo l’occidente ha ottenuto il suo colpo di stato, ma fascisti come Maki ‘Martello’ Voridis hanno ottenuto ciò per cui hanno lottato una vita intera: il potere e la difesa del nazionalismo di ultradestra contro la democrazia.

E’ qui che siamo oggi. La Grecia affonda nel debito, la sua democrazia è schiacciata, e nonostante abbia combattuto contro i nazisti nella seconda guerra mondiale e si sia ripresa la democrazia dalla giunta fascista nel 1974, alla fine sono state la UE e le banche occidentali a messo al potere, a somministrare la pena dei banchieri, un uomo come Makis “Martello” Voridis, quello che perlustrava il campus con un’ascia improvvisata.

Le implicazioni del fatto che la UE e i banchieri abbiano costretto la Grecia, il luogo natale della democrazia, a cancellare un plebiscito popolare in quanto “irresponsabile”, forzando invece un regime d’austerità composto in parte da fascisti neonazisti per somministrare altra “pena” è qualcosa che dovrebbe spaventare a morte chiunque.  Perché, piaccia o no, siamo tutti nel mirino degli stessi interessi bancari e dovremo tutto confrontarci con ciò, ancora e ancora.  Alla Grecia accade semplicemente di essere la prima della fila.

Mark Ames è autore di ‘Going Postal: Rage, Murder and Rebellion from Reagan’s Workplaces to Clinton’s Columbine’   [Follia violenta: rabbia, uccisioni e ribellione dai posti di lavoro di Reagan alla Columbine di Clinton.]

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

http://www.zcommunications.org/austerity-and-fascism-in-greece-the-real-1-doctrine-by-mark-ames

Fonte: Naked Capitalism  [Capitalismo nudo]

traduzione di Giuseppe Volpe

© 2011 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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