“Occupiamo” e il dono della democrazia da parte dell’anarchismo

 

Di David Graeber

19 novembre

 

Come tutta  la storia di dei movimenti del passato  fa capire chiaramente, nulla terrorizza di più coloro che governano l’America del fatto che “esploda” la vera democrazia.  Come vediamo a Chicago, Portland, Oakland, e proprio adesso a New York City, la replica immediata perfino a una modesta scintilla di disobbedienza civile organizzata in modo democratico è un insieme spaventato che si manifesta con concessioni è brutalità. I nostri governanti, comunque, sembrano essere vittime di una paura  duratura   che se  un qualsiasi  numero significativo di Americani scopre  davvero che cosa è realmente l’anarchia, potrebbe decidere che i governanti di qualsiasi tipo sono inutili.

Quasi ogni volta che vengo intervistato da un giornalista della stampa tradizionale    su OWS, ricevo delle variazioni dello stesso tema:

“Come pensate di ottenere un qualsiasi risultato se rifiutate di creare una struttura che abbia dei dirigenti o se rifiutate  di fare una lista di domande  di tipo pratico? E che ne dice di tutte quelle stupidaggini tipiche dell’anarchia – il consenso, le dita      Non sarete mai in grado di farvi capire dagli Americani normali, tradizionali, parlando di queste cose!”

E’ difficile immaginare un consiglio peggiore. Dopo tutto, dal 2007, proprio ogni altro tentativo di  iniziare un movimento nazionale contro Wall Street prendeva la strada che queste persone raccomandavano, e falliva miseramente. Soltanto quando un piccolo gruppo di anarchici di New York ha deciso di adottare l’approccio opposto – cioè rifiutare di accettare la legittimità delle autorità politiche in carica non facendo loro delle richieste; rifiutare la legittimità dell’ordine legale esistente occupando uno spazio pubblico senza chiedere il permesso, rifiutare di eleggere dei capi che potevano venire corrotti o cooptati,  dichiarare, sebbene in modo non violento, che l’intero sistema era corrotto e che lo rifiutavano;  essere disponibili a opporsi fermamente alla reazione inevitabilmente violenta dello stato – che centinaia di migliaia di Americani da Portland  (Oregon) fino a Tuscaloosa ( Alabama), hanno cominciato a dimostrare per sostenere il piccolo gruppo di New York, e che  la maggioranza ha dimostrato  la sua simpatia.

Questa non è la prima volta che è venuto fuori negli Stati Uniti  un movimento basato su principi fondamentalmente anarchici, cioè azione diretta, democrazia diretta, rifiuto di istituzioni politiche già esistenti e tentativo di crearne altre alternative è emerso negli Stati Uniti. Il movimenro dei diritti civili (per lo menole sue branche più radicali), il movimento contro il nucleare, il movimento per la giustizia globale… tutti hanno preso direzioni simili. Mai, tuttavia, uno movimeto è cresciuto così straordinariamente in fretta

Per capire il motivo di questo, dobbiamo comprendere  che ci è stata un enorme divario tra che cosa intendono per “democrazia” coloro che governano l’America, e il significato che  quasi tutti gli altri annettono a quella parola. Secondo la versione ufficiale, naturalmente, la “democrazia” è un sistema creato dai padri fondatori della nazione, basato su un sistema di controllo e di equilibrio tra il presidente, il congresso e il sistema giudiziario. Invece, in nessun punto della Dichiarazione di Indipendenza o della Costituzione si dice davvero qualche cosa sul fatto che gli Stati Uniti siano una “democrazia”. La maggior parte ha definito la democrazia come  un autogoverno collettivo fatto da assemblee popolari, e, in quanto tale, essi erano inflessibili contro questa e sostenevano che essa sarebbe stata lesiva  per gli interessi delle minoranze  (la particolare minoranza chi si aveva in mente in  questo caso erano i ricchi). Sono soltanto arrivati a ridefinire la loro  repubblica, modellata non su Atene, ma su Roma – come un “democrazia” perché sembrava che agli Americani comuni la parola piacesse moltissimo.

Ma che cosa intendevano e che cosa intendono gli Americani comuni con quella parola? Un sistema dove i cittadini riescono a esprimono il loro parere su  quali politici governeranno? Questo è ciò che ci è stato sempre detto, ma sembra inverosimile. Dopo tutto, la maggior parte degli Americani detesta i politici e tende a essere scettica  proprio riguardo all’idea di governo. Se tutti  lo  presentano come ideale politico, avviene soltanto perché il popolo americano ancora la considera, seppur vagamente, come autogoverno, come la cosa che i padri fondatori tendevano a denunciare o come “democrazia” o, come talvolta suggeriscono, “anarchia”.

Se non altro, questo aiuterebbe a spiegare l’entusiasmo con il quale gli Americani hanno aderito a un movimento basato su principi direttamente democratici, malgrado il fatto che i mezzi di informazione e la classe politica americana  lo abbiano sdegnosamente e collettivamente escluso.. La maggior parte degli Americani, dal punto di vista politico, sono profondamente combattuti. Tendono ad associare  un rispetto profondo per la libertà  con  la loro identificazione con l’esercito  la polizia che gli è  stata inculcata con cura, ma che non di meno è reale. Pochi sono veramente anarchici; ancora meno sanno che cosa significhi “anarchia”. Non è chiaro quanti in definitiva desidererebbero sbarazzarsi   completamente dello stato e del  capitalismo.

Quello, però, che un numero enorme di Americani sente davvero, è che  c’è qualche cosa terribilmente sbagliato  nel loro paese, cioè che le istituzioni fondamentali siano controllate da un’élite arrogante, che il cambiamento radicale      è da molto tempo scaduto. Hanno ragione. E’ difficile immaginare un sistema politico così sistematicamente corrotto, un sistema in cui  la corruzione, a tutti i livelli, è stata resa completamente legale.  L’indignazione è giusta.  Il problema, fino al 17 settembre, era l’unica parte dello spettro politico disponibile a proporre soluzioni radicali di qualsiasi tipo era la destra. “Occupy Wall Street”, ha invece  cambiato questo: la democrazia è esplosa.

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

http://www.zcommunications.org/occupy-and-anarchisms-gift-of-democracy-y-david-graeber

 

Fonte: The Guardian

Traduzione di Maria Chiara Starace

© 2011 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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