Libia

 

Di Saul Landau

 

18 novembre 2011

 

All’inizio della primavera 1982, ho accompagnato in Libia, l’ex Senatore statunitense Jim Abourezk (democratico del South Dakota) La  National Geographic (Society)  gli aveva chiesto di ottenere il permesso del governo libico per  filmare diversi siti di rovine romane.

Ha incontrato dei funzionari mentre camminavo per le strade di Tripoli. In una caffetteria vicino all’albergo, un gruppo di giovanotti hanno smesso di     trastullarsi con i loro “rosari” di  grani, si sono alzati e mi hanno seguito. Come la maggior parte dei giovani che vedevo, anche questi erano ben vestiti e avevano un aspetto sano, forse un po’  in overdose di caffeina.

Ho cercato di ignorarli mentre passeggiavo nel Suq – il vecchio mercato –

inchiodate.  Il Presidente Gheddafi aveva costruito dei grandi magazzini di cinque piani.

Due sere dopo, Abourezk mi ha portato in un nuovo grande magazzino. Ho visto dei grossi bidoni tipici dei grandi magazzini economici US Dollar che erano però  pieni di costosi elettrodomestici. A un altro piano, degli uomini scalzi con dei vestiti lunghi si provavano dei completi di stilisti che erano appesi. I completi di Pierre Cardin erano  rosa acceso, arancione e viola. Strano per una città dove non sembrava ci fossero protettori o prostitute! Ho osservato alcuni di questi uomini scalzi provarsi questi capi di vestiario e comprarli.

Un giorno ho imbucato una cartolina per mia figlia in cassetta delle lettere per strada. La mia scorta non invitata ha riso rumorosamente.. Ho chiesto, in inglese: “Perché ridete?”

“Nessuno raccoglie la posta da quella cassetta”, mi ha risposto uno ridacchiando.

“Perché mi state seguendo?”

Lo stesso giovane ha spiegato: “Facciamo parte della polizia segreta.”

“Segreta?”

“Tutti i Libici fanno parte della polizia segreta,”  ha chiarito.

Il gruppo mi ha invitato a prendere un caffè. Non avevano lavoro e, come la maggior parte dei Libici, vivevano con i sussidi. Gli stranieri facevano la maggior parte del lavoro non statale. Nell’albergo  dei Filippini facevano i facchini, gli Egiziani stavano alla reception,  i Nubiani ci servivano nella caffetteria. Dopo aver preso il caffè e avermi fatto delle domande sull’America, hanno riaccompagnato “nostro fratello” in albergo.

Durante le mie passeggiate nei dintorni dell’albergo,  ho notato che c’erano    asili per bambini, scuole e ospedali.  Gheddafi aveva davvero distribuito la ricchezza ricavata dal petrolio ai due milioni e più di Libici che ora sono 6 milioni.

Non tutti i Libici erano d’accordo su questo. Un cameriere di un caffè sulla strada che conduceva  le rovine della città romana di Sabratha odiava Gheddafi: “uomo di una tribù di traditori” Insieme al fotografo della National Geographic, ho esplorato i resti di strade romane e l’architettura  di quel sito. Fantastico! Non abbiamo incontrato nessun turista.

 

All’inizio del 21° secolo, Gheddafi ha  cambiato la sua posizione politica. Ha abbandonatola strada  dell’appoggio ai  terroristi e ha abbandonato il programma per le armi nucleari. Come reazione, i capi  occidentali hanno dato il benvenuto al governante libico – Berlusconi gli ha baciato la mano. Poi, nel 2011, dopo la Primavera Araba, i vertici eletti della democrazia nei campidogli della NATO lo hanno accusato di minacciare le vite della sua stessa gente – come se questo potesse dar fastidio alle potenze coloniali che regolarmente avevano massacrato gli Africani e che sostengono ancora i regimi spietatamente  repressivi in Arabia Saudita e nel Bahrein. L’élite della NATO ha convinto al voto  una minima  maggioranza  della Lega Araba e ha manovrato in modo  che l’ONU emanasse un mandato in  appoggio alla sua azione.  Poi la NATO ha sferrato incursioni aeree  sulla Libia durate  otto mesi per proteggere il popolo di quel paese.

C’erano  ancora migliaia di vittime mai contate, ma i capi della NATO erano raggianti: la loro potenza aerea aveva finalmente funzionato – come non era invece accaduto in Vietnam e in Corea – per distruggere un governo “canaglia”. Si erano dimenticati (?) che negli anni precedenti avevano celebrato Gheddafi e che l’uomo forte della Libia li aveva aiutati nella guerra contro il terrore. Per abbandonare la sua scelta nucleare, Gheddafi ha imparato (brevemente): nessuna opera buona resta impunita o viene ricordata.

La NATO ha fatto 26.000 sortite, molte con bombe e missili, soltanto, però, contro “obiettivi militari”, non contro le rovine romane. Non  hanno mai fornito comunicati sui morti Libici- I filmati dei notiziari, però, mostravano cadaveri e case distrutte.  La  propaganda della NATO diceva: “Hurrah, il mondo si è liberato del malefico Gheddafi.”

Comunque, i morti erano dei cattivi, altrimenti i piloti buoni della NATO non li avrebbe uccisi  perché la loro missione era di proteggere i civili innocenti.

Nel 2010, il governo della NATO ha incoraggiato i loro mercanti di armi a fornire a Gheddafi “una scorta di armi apparentemente infinita.” In effetti, “a una fiera di armi a Tripoli, soltanto pochi giorni prima che cominciassero le operazioni della NATO, le aziende italiane erano impegnate a rimodernare l’equipaggiamento dell’aviazione e dell’esercito della Libia.”(http://www.caat.org.uk/, Andrew Feinstein. (http://www.guardian.co.uk/world/2011/oct/26/gaddafis-arm-stockpile. Vedere anche: Andrew Feinstein’s The Shadow  World: Inside the Global Arms Trade, Penguin – Il mondo ombra: dentro il commercio globale delle armi).

La NATO e il suo seguito hanno localizzato  e distrutto molte di quelle armi fornite dagli Europei. Quando il nuovo governo si formerà, gli stessi trafficanti di armi rimpiazzeranno le scorte che le forze della NATO hanno distrutto?

La NATO ha riconosciuto i vittoriosi ribelli libici  democratici. Questi “democratici” della NATO avevano commesso molti  abusi dei diritti umani secondo i supervisori dello   Human Rights Watch (Osservatorio dei Diritti Umani). A Sirte, coloro che indagavano, hanno scoperto 53 cadaveri in un albergo abbandonato – tutti sostenitori di Gheddafi. http://frontepagemag.com/2011/10/26/the-libyan-rebels-massacre BBC July 31 2011.

A Tawarghaby, gli insorgenti vittoriosi hanno compiuto rappresaglie brutali contro residenti pro Gheddafi ( “Libya militia ‘terrorises’ pro-Gheddafi town of Tawargha,” BBC News, 31 October 2011 – La milizia libica ‘terrorizza’ la città di Tawargha pro-Gheddafi).

Il Segretario di stato Clinton ha ridacchiato  (“Siamo venuti, abbiamo visto, lui è morto”) mentre gli inviati hanno notato che alcuni unità di ribelli si rifiutavano di deporre le armi; altri hanno derubato e maltrattato i loro prigionieri. (David D. Kirkpatrick, “In Libya, Fighting May Outlast the Revolution –NY Times, November 3, 2011 – In Libia la lotta armata può durare più a lungo della rivoluzione). La lotta armata tra i ribelli è scoppiata in numerose località.

Dettagli! Non è importante. L’avventura della NATO è stato un intervento umanitario che ha avuto successo. Ha salvato delle vite e ha difeso la democrazia. La NATO si è ritirata. Chi sarà il prossimo?

 

P.S. Ogni giorno che ho passato in Libia ho visto Gheddafi. Alle 17 la televisione mostrava il deserto, in mezzo al quale c’era una macchiolina nera. E’ iniziata una zummata molto lenta. Alle 17.05 è venuta fuori una forma  che, alle 17.07 appariva come  un uomo in preghiera. Si indovinava. Alle 17.10 Gheddafi piegava la testa fino a terra e la ritirava su sempre pregando. Non mi mancherà, neanche alla televisione. La cartolina che ho spedito nella buca delle lettere che sembrava morta è arrivata a Washington – nove mesi dopo.

 

Il film di Landau “WILL THE REAL TERRORIST PLEASE STAND UP?  (Il vero terrorista vuole alzarsi in piedi, per favore?) sarà proiettato il 3 dicembre alle 17.30 e alle 19.30 all’Auditorium Kennel presso la New School for Social Research, 66, Fifth Avenue. Il suo BUSH AND BOTOX WORLD (Il mondo di Bush e Botox è stato pubblicato da Counterpunch.).

 

Da Z Net- Lo spirito della resistenza è vivo

http://www.zcommunications.org/libya-by-saul-landau

 

Traduzione di Maria Chiara Starace

© 2011 ZNETItaly– Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA  3.0

 

 

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