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Il 99 per cento

 

Di Vandana Shiva

 

11 novembre  2001

 

Il 15 maggio 2011, i giovani hanno occupato le piazze delle città spagnole. Si definiscono gli “Indignados”, gli indignati. Li ho incontrati a Madrid dove partecipavo all’incontro del comitato scientifico che consiglia il primo ministro spagnolo, José Louis Rodriguez Zapatero. La dichiarazione dei giovani afferma: “ Chi siamo? Siamo il popolo; siamo venuti qui liberamente come volontari. Perché siamo qui? Siamo qui perché vogliamo una società nuova che dia priorità alla vita invece che agli interessi economici.”

Negli Stati Uniti il “Movimento Occupiamo” si chiama anche “Siamo il 99 per cento”. Questa protesta popolare, ispirata dalla Primavera araba, è diretta contro la distribuzione  disuguale della ricchezza; il “99 per cento” in questo caso si riferisce alla “differenza di ricchezza esistente tra l’uno per cento che sta in alto e tutti gli altri cittadini”.

Il fatto che fossero appoggiati da iniziative analoghe nel  mondo quando sono stati fatti sloggiare da Wall Street il 14 ottobre, mostra che dovunque la gente è stufa del sistema attuale. Sono stufi del potere delle grosse imprese. Sono studi della distruzione della democrazia e dei diritti del popolo. Rifiutano di dare il loro consenso ai salvataggi delle banche fatti spremendo dalla gente la loro vita e la loro sussistenza. La competizione, come la descrive “il 99 per cento”, è tra la vita e gli interessi economici, tra la gente e le grosse imprese, tra la democrazia e la dittatura economica.

Lo stile organizzativo dei movimenti popolari nel mondo è basata sulla democrazia più grande e più diretta. Questa è auto-organizzazione. Così funzionano la vita e la democrazia. Questo è ciò che il Mahatma Gandhi chiamava swaraj.

Coloro che appartengono al sistema dominante, abituati alla gerarchia e alla dominazione, non comprendono l’organizzazione orizzontale e chiamano questi movimenti “senza guida”.

Gandhi aveva detto:”La vita non sarà una piramide che ha l’apice sostenuto dalla base. Sarà invece un cerchio oceanico il cui centro sarà l’individuo sempre pronto a morire per il villaggio, questo ultimo a morire per la cerchia di villaggi fin quando, finalmente l’intero diventa una vita composta di individui, mai aggressivi nella loro arroganza, ma sempre umili, e disposti a condividere la maestà del cerchio oceanico del quale sono unità integrali. Per questo, la circonferenza più esterna non eserciterà il potere di distruggere il cerchio interno, ma darà forza a tutti quello che è al suo interno e deriverà la sua forza da esso. “

Le assemblee generali nelle città del mondo sono esempi viventi di questi cerchi oceanici che si espandono di continuo senza mai innalzarsi. Quando ognuno deve essere incluso nel processo decisionale, il consenso è l’unico modo da usare. Le culture indigene hanno esercitato in questo modo la democrazia nel corso della storia. Le generazioni future si ricollegano a questa antica tradizione di dare forma alla vera libertà perché il governo delle grosse imprese ha sostituito la democrazia, e i rappresentanti del popolo si sono trasformati nei rappresentanti delle imprese.

Oggi, in tutto il mondo, la democrazia rappresentativa ha raggiunto i suoi limiti democratici. Mentre prima  era “fatta dal popolo, per il popolo,del popolo”, ora è fatta “dalle grosse imprese, per le grosse imprese, delle grosse imprese”. Il denaro conduce le elezioni e il denaro fa funzionare i governi.

Gandhi ha identificato nella “società moderna” la vera causa della perdita di libertà: “Consideriamo per prima cosa quale stato di cose viene definito dalla parola “civiltà”. La vera  prova sta nel fatto che la gente che vi vive fa del benessere fisico l’oggetto della sua esistenza….La civiltà cerca di aumentare le comodità fisiche e fallisce miseramente anche in questo….Questa civiltà è fatta in modo tale che bisogna soltanto aspettare con pazienza che essa si  distrugga da sola.”

Questa idea credo che sia al centro della visione di Gandhi. La crisi ecologica che è il risultato del grande desiderio di risorse e dell’inquinamento causato dall’industrializzazione, è l’aspetto più importante dell’auto distruzione della civiltà. L’industrializzazione si basa sui combustibili fossili e la civiltà dei combustibili fossi ci ha dato il caos climatico e ci minaccia con la catastrofe climatica. Ci ha anche dato la disoccupazione.

Gandhi si riferisce anche al fatto che l’unico obiettivo della “civiltà” è il benessere fisico viene meno miseramente a questo obiettivo e viene meno alla sua misura.

I  nuovi movimenti delle generazioni future sono movimenti degli esclusi che sono stati  privati di ogni diritto – politico, economico e sociale. Non hanno nulla da perdere tranne la loro disponibilità e la loro dispensabilità.

Malgrado siano vittime di una brutale ingiustizia sociale e dell’estromissione, la non-violenza è un impegno serio di questi nuovi movimenti. “Occupiamo” è di fatto è la rivendicazione degli sopazi comuni. Il parco è lo spazio fisico comune in ogni città. Oggi i parchi sono luoghi dove si annuncia a Wall Street, alle banche, ai governi che il 99 per cento ritirerà il suo consenso dal disordine attuale che ha portato milioni di persone  a rimanere senza casa, senza lavoro, senza mangiare.

In questo periodo la libertà ci è stata venduta come “democrazia del libero mercato”. I “liberi mercati” significano libertà per le grosse aziende di sfruttare chi e che cosa vogliono, dove vogliono e come vogliono. Significa la fine della libertà per la gente e per la natura, ovunque. La “democrazia del libero mercato” è un ossimoro che ci ha portato a illuderci che la liberalizzazione delle grosse imprese significasse libertà per noi.

Proprio come l’illusione della crescita economica e della finanza ha reso    instabile l’economia, così l’inganno delle grosse imprese come persone giuridiche, ha sostituito i cittadini  e ha reso la società instabile e non-sostenibile. Gli essere umani intesi come cittadini della terra, con doveri e diritti, sono stati sostituiti dalle grosse imprese che non hanno doveri né verso la terra, né verso la società, ma soltanto il diritto illimitato di sfruttare sia la terra che la gente. Alle grosse imprese è stata assegnata personalità giuridica e i diritti corporativi, basati sulla massimizzazione dei profitti,  stanno ora estinguendo i diritti della terra, e i diritti della gente a godere dei doni  e delle risorse della terra.

Il nuovo movimento comprende tutto ciò, sono indignati per questo e occupano gli spazi politici ed economici per creare una democrazia viva in cui la gente e la terra siano le più importanti invece delle grosse imprese e della loro avidità.

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

URL: http://www.zcommunications.org/the-99-per-cent-by-vandana-shiva

 

Traduzione di Maria Chiara Starace

© 2011 ZNET Italy –Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

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