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di Mike Epitropoulos  – 13 novembre 2011

La stampa convenzionale di tutto il mondo si sta occupando giubilante del cambiamento ai vertici in Grecia e in Italia, mentre i popoli di questi paesi di altri PIIGS * continuano a vedersi imposte aspre misure d’austerità.  [ *PIIGS: Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna – l’acronimo, inizialmente PIGS, prima dell’inclusione dell’Italia, suonava ‘maiali’- n.d.t.]  In Grecia il nuovo primo ministro è Loukas Papademos, un ex vicepresidente della Banca Centrale Europea (BCE), ex governatore della banca centrale greca e partecipante alla Commissione Trilaterale.  In Italia è l’economista ed ex commissario europeo Mario Monti, che sostituisce Silvio Berlusconi come primo ministro.

In entrambi i casi la Troika – UE, BCE e FMI – ha esercitato pesanti pressioni su questi governi già per conto loro conservatori per aumentare la velocità e la severità dei tagli alla spesa pubblica, dei tagli al settore pubblico e agli stipendi, e naturalmente delle privatizzazioni.  La storia della UE del ‘prima l’economia e poi la politica’ è di nuovo in bella mostra.  La democrazia (di ogni genere) è sotto attacco aperto.

In Grecia le danze si sono aperte quanto il primo ministro del PASOK, George A. Papandreou, ha sconvolto il mondo politico chiedendo un referendum nazionale sull’accordo che aveva raggiunto con la Troika il 26 ottobre, che aveva calmato i mercati finanziari, assieme al voto di fiducia al suo governo.  Alcuni in occidente sono rimasti impressionati dal suo impulso “democratico”, ma chiunque abbia remota familiarità con la Grecia sa che quello cui si è assistito è stato un ‘treek’ (trucco). La domanda immediata in casi simili deve essere “quali sono i motivi e le conseguenze e le reazioni al referendum?”

Sino a quel punto tutti i partiti d’opposizione del parlamento greco erano contro il referendum e sollecitavano elezioni. Il referendum è stato negato nel giro di un giorno.  Ma la richiesta di un referendum ha smascherato Nuova Democrazia (ND), il ramo conservatore del duopolio partitico greco (l’altro partito ‘democratico’ è il PASOK). Il capo di ND, Antonis Samaras, è venuto fuori a chiedere un “governo di transizione” per approvare l’accordo del 26 ottobre – legando così la Grecia politicamente e giuridicamente all’austerità della Troika – e poi tenere elezioni generali.

Tutto questo è un raggirare il popolo.  I greci sono costantemente nelle strade da maggio, rispecchiando gli indignados spagnoli e i dimostranti italiani, come precursori del nostro stesso movimento OWS.

Il leggendario cantante/compositore greco Mikis Theodorakis, si è chiesto ad alta voce se il “treek” del referendum e il voto di fiducia di Papandreou fosse un segno che il primo ministro aveva totalmente perso la ragione oppure se ciò rappresentasse l’azione di “consulenti internazionali” il cui unico scopo consiste nel disattivare qualsiasi impulso popolare democratico in Grecia e suggellare l’accordo a favore delle banche e della Troika.

Il nuovo ministro greco, Loukas Papademos, non ha assolutamente alcuna base politica popolare. Contrariamente ai lusinghieri articoli della stampa occidentale e finanziaria, questo “governo di unità” non è affatto rappresentativo dello spirito del popolo greco, anche se si volessero considerare soltanto i numeri dei sondaggi politici convenzionali.  Il governo Papademos è composto dal duopolio partitico greco – PASOK e ND – e dai nazionalisti di estrema destra di George Karatzaferis, il LAOS.  Essi si oppongono tutti con veemenza a qualsiasi genere di partecipazione popolare all’assunzione di qualsiasi decisione riguardante le misure d’austerità e l’accordo del 26 ottobre e il prossimo bilancio nazionale.

I media greci continuano a presentare le notizie nello spirito del concetto di Margaret Thatcher  del “non c’è alternativa”, T.I.N.A. [there is no alternative]. Nel presentare il nuovo gabinetto Papademos si rivolgono ai propri giornalisti a Bruxelles, New York e Washington dove essi riferiscono di come siano felici gli euro-tecnocrati, gli investitori di Wall Street e gli specialisti del FMI. Dalla Grecia intervistano i presidenti della Confindustria greca (SEB), della Confcommercio greca (ESEE) e della Camera di Commercio e Industria di Atene (EBEA). Tutto ciò descrivendo la totale approvazione dell’élite, dell’ “1%”, se si vuole. E al tempo stesso la totale indifferenza per il popolo, che per la maggior parte non è responsabile del disastro in cui si trova.

La Troika  – UE, BCE, FMI – sta apertamente usano il duopolio partitico per  dirottare la Grecia con i neonazisti in quella che sta diventando una tragedia della democrazia. Dichiarano “non democratica” ogni e qualsiasi opposizione popolare alle proprie decisioni, al proprio dominio e alla propria legittimità, etichettando questo come un “tempo per l’unità nazionale”. O si è “con loro  o contro di loro”. Risuona qualche campanello?

Gli obietti a breve termine sono di una chiarezza cristallina: Austerità, Privatizzazioni e Smantellamento dello stato sociale greco.  Questa è una versione moderna dei condizionamenti del FMI, compresi i giri di vite sull’opposizione politica, anche se in modi nuovi, di maggior ‘finezza’.

Quel che è davvero buffo è che gli economisti e gli esperti tradizionali continuano a dire che anche attuando tutte queste severe misure, con la tosatura del 50%, la Grecia non verrà tirata fuori dal debito per anni a venire.

Dopo quel che abbiamo passato, come e perché dovremmo essere incantati e felici di avere economisti, banchieri e tecnocrati che salgono al potere? Essi sono precisamente gli architetti dell’attuale crisi capitalista globale. Dovrebbero essere messi al posto che loro compete, parecchi addirittura in galera.

Come tratterà il governo Papademos i manifestanti di Piazza Syntagma? Molti amici, la famiglia e i colleghi in Grecia si stanno interrogando  e preoccupando  riguardo a come sarà gestita l’imminente commemorazione, il 17 novembre, della rivolta del 1974 contro la giunta militare. Dovremmo davvero attenderci che i cittadini greci comuni improvvisamente abbraccino un governo essenzialmente imposto?

Sta a tutti noi prestare grande attenzione a come i nuovi banchieri-tecnocrati in Grecia (Papademos) e in Italia (Monti) gestiranno sia il governo politico sia quello economico.

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

http://www.zcommunications.org/troika-to-piigs-shut-up-and-take-your-medicine-by-mike-epitropoulos

traduzione di Giuseppe Volpe

© 2011 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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