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di Saul Landau  – 12 novembre 2011

Una laurea specialistica non aiuta a trovare lavoro, almeno per un anno o più.   Tuttavia gli operatori in azioni, obbligazioni e derivati e quelli che vendono fondi speculativi (che evadono, prevaricano, eludono, menano il can per l’aia) ammassano soldi (compresi dollari dei contribuenti).  Ipocriti dirigenti governativi e superesperti televisivi ti assicurano: il sistema di Wall Street mantiene la stabilità per la gente comune.  Guardi la gente comune che chiude; le tue possibilità di trovare un lavoro svaniscono.

Senza lavoro o la prospettiva di un lavoro, il tuo alloggio diventa precario, o finisci senzatetto. Il tuo futuro – peggio se hai una famiglia – si fa nebuloso.

Milioni condividono i tuoi guai.  Nessun partito politico né alcuna amministrazione governativa ti rappresenta o può farsi interprete delle tue richieste.  Hai sentito gente prestigiosa lodare gli Stati Uniti e il loro Sogno collettivo: una casa, un’auto, un lavoro. Dormendo, ti godi ancora quel sogno, se hai ancora un letto in una casa.

La Amherst Securities, una società di intermediazione, ha descritto il desolato scenario degli alloggi.  Circa 55 milioni di cittadini statunitensi possiedono case gravate da un mutuo ipotecario.  Nel 2010 quasi tre milioni di case hanno ricevuto una notifica di pignoramento.  Nel 2011, quasi undici milioni di statunitensi hanno un mutuo con un debito residuo superiore al valore di vendita della casa, o non hanno pagato le loro rate mensili.

Più di 50 milioni di persone stanno scivolando verso la perdita della casa.  La maggioranza – quelli abbastanza fortunati da poter versare il deposito cauzionale – diventeranno affittuari,  visto che nessuna banca probabilmente concederà loro un nuovo mutuo.  Le banche non si sono offerte di ridurre i pagamenti dei mutui – sui quali realizzano sostanziosi profitti – o di rifinanziare i prestiti iniziali con versamenti più bassi, basati sul valore attuale di vendita della casa.

Quelli che sono caduti vittime del sistema che prometteva uguale giustizia secondo la legge hanno cominciato a dire “basta”.  Si riferiscono ai banchieri che vengono pagati con fondi pubblici dopo aver distrutto l’economia e ai poveri che vanno in galera per aver rubato un pezzo di pane.  L’impulso di Occupy Wall Street si diffonde.

Non tutti sono d’accordo. Nello spogliatoio di un club di “fitness” della classe media, presso Oakland, due membri del livello superiore del 99% si scambiano freddure. Ironizzando sulle vittime dei lacrimogeni e dei manganelli della polizia, un intermediario immobiliare dice la sua: “Quegli hippy dovrebbero andare a lavorare.”  Il suo compagno di tennis, che gestisce un’attività di riscossioni, simpatizza con i poliziotti di Oakland. “Lordano le strade, provocano la polizia, gridano i loro slogan. Dio mio!, pensano che siamo tornati negli anni ’60. Si può sentire l’odore di marijuana a cento metri di distanza.”

“Sai” spiega l’intermediario, “questi giovani non apprezzano questo paese. Dovrebbero provare a vivere da qualche altra parte e allora capirebbero quanto di buono abbiamo qui.”

Giorni dopo, il 29 ottobre, un articolo di Charles M. Blow sul New York Times ha risposto ai maestri dei luoghi comuni citando un rapporto diffuso alla Bertelsman Stiftung – una prestigiosa fondazione tedesca – intitolato “Giustizia sociale nell’OCSE (Organizzazione per Cooperazione e lo Sviluppo Economico): quali i confronti?” Gli  Stati Uniti sono risultati al ventisettesimo posto, tra gli ultimissimi paesi sviluppati.

Il diagramma statistico mostra che più del 20% dei bambini statunitensi (leggermente meglio che in Turchia) e degli anziani (peggio che in Turchia) sperimentano la povertà.  Ci classifichiamo, nelle statistiche, più indietro e quasi agli ultimi posti tra 31 altri paesi per quanto riguarda la “prevenzione della povertà”.

La degenerazione è iniziata sotto l’adorato (dai folli e dai banchieri) Ronald Reagan.  Nel corso degli anni ’70 gli statunitensi della maggior parte delle classi videro salire annualmente i redditi di circa il 3 per cento.  Ma questa tendenza si invertì quando fu eletto Reagan. L’economia continuò a crescere, ma ne beneficiò solo l’élite.

George W. Bush è stato presidente durante anni di crescita economica (dal 2002 al 2007) ma il “65% degli incrementi di reddito è andato all’un per cento al vertice”.  La produttività statunitense ha continuato a crescere e tuttavia i redditi hanno sono caduti nel primo decennio del Secolo di più del 10%, a 49.909 dollari.  Un recente studio dell’Ufficio del Congresso per il Bilancio (CBO) sulla distribuzione dei redditi delle famiglie statunitensi dal 1979 al 2007 ha mostrato che l’un per cento della popolazione con i redditi più alti è cresciuto del 275 per cento tra il 1979 e il 2007 (USA Today, 31 ottobre).

“Una crescente diseguaglianza e il controllo politico concentrato nelle mani dell’élite ricca hanno drasticamente ridotto la mobilità economica.” (http://www.opednews.com/populum/linkframe.php?linkid=140366)

Gli occupanti apprezzano il sostegno dei Democratici liberali ma i Democratici del “Supercomitato” del Congresso, di nuova creazione, hanno proposto tagli di 400 miliardi di dollari ai [programmi di assistenza sanitaria] Medicare e Medicaid e anche tagli alla previdenza sociale.

Gli anziani, i disabili, le persone a basso reddito, dipendono da questi programmi. L’industria degli armamenti dipende anch’essa dal Congresso.  I suoi 1.000 lobbisti (il Congresso ha 535 membri) hanno garantito contributi per 22,6 milioni di dollari ai candidati politici nel ciclo elettorale 2009/2010. I dodici membri del Supercomitato del Bilancio hanno ricevuto più di 1,1 milioni di dollari.

Cinque ex dipendenti del supercomitato lavorano ora come lobbisti per almeno uno dei dieci principali appaltatori della difesa, rappresentando società come la Boeing, la General Dynamics, la Lockheed Martin e la Raytheon.  L’industria nel suo complesso impiega ventidue lobbisti che sono ex dipendenti dei membri del supercomitato.

Il presidente del Comitato della Camera sulle Forze Armate, Howard P. “Buck” McKeon, ha ricevuto oltre tre quarti di milione di dollari dall’industria della difesa tra il 2009 e il 2011. (Common Cause [Causa Comune] http://scpr.org/news/2011/11/01/29649/arms-industry-donates-big-money-super-committee/)

Questi fatti dovrebbero ulteriormente inferocire il 99%. Occupare gli Stati Uniti? Dannatamente giusto! Sono nostri – del 99% – non loro (l’1%) e le nostre comunità collaborano per il bene comune. OWS è emerso non come un movimento, non come una tendenza politica.  Questi gruppi di cittadini hanno dichiarato che il governo, l’economia e il sistema politico – non si dimentichi la Corte Suprema nei casi Bush contro Gore e Citizen United – sono ILLEGITTIMI.

Il film di Landau […] WILL THE REAL TERRORIST PLSE STAND UP [Il terrorista vero vuole alzarsi in piedi, per favore?] è disponibile su DVD a www.cinemalibrestore.com.  Counterpunch ha pubblicato il suo ‘Bush and Botox World’ [Il mondo del pelo[Bush] e del botox].

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

http://www.zcommunications.org/ows-challenges-the-legitimacy-of-the-system-by-saul-landau

Fonte: Haaretz

traduzione di Giuseppe Volpe

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