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Aggravare la divisione tra Pakistan e India

 

 

di Pervez Hoodbhody

28 ottobre 2011

 

 

 

Sei anni fa, mentre facevo un giro di conferenze in quasi 25 scuole, scuole superiori, e università in tutta l’India, ho scoperto che soltanto una manciata di studenti aveva visto un Pachistano vivo e che respira. Nessuno aveva sentito parlare un professore universitario che viveva al di là del confine.  Uno studente di 12 anni, che ovviamente non sapeva che l’Hindi e l’Urdu fossero lingue simili, si domandava ad alta voce come un vero Pachistano potesse parlare la loro lingua.  Per questi studenti perplessi, i Pachistani sono persone straniere che appartengono a un paese nemico,  non vicini di casa.

 

 

 

I  numerosi pregiudizi e malintesi che ho incontrato devono essere anche aumentati oggi. Con il lento esaurirsi vincoli familiari pre-1947, le due nazioni si muovono lungo su traiettorie economiche e culturali separate. Mentre le barriere per viaggiare diventano sempre più alte, le rispettive popolazioni stanno diventando progressivamente più estranee e separate tra di loro.

 

 

 

Questo è un disegno deliberato. Non molto tempo fa, scienziati e professionisti indiani hanno partecipato a un congresso a Islamabad, le partite di cricket hanno richiamato tanta gente in entrambe le nazioni e le scuole occasionalmente hanno mandato i loro studenti nell’altro paese. Ma ora  il traffico dei turisti e dei visitatori si è ridotto a un ruscelletto.  Entrambi gli stati dell’Asia meridionale sono responsabili. I visti sono l’ovvio strumento di controllo. In linea di principio, la tecnologia e la facilità di viaggiare avrebbero dovuto rendere le cose più facili. Non è così. Mentre stavo richiedendo un visto per l’India che mi avrebbe permesso di parlare a un congresso  a Delhi, all’inizio  ero contento di poterlo fare on line invece che usare la vecchia complessa. procedura.  E venuto fuori, invece, invece, che c’è uno speciale modulo per i Pachistani che chiede piccoli particolari  irrilevanti e che sono un tormento. Un portale web tecnicamente misero aumenta la frustrazione.

 

 

 

Perché questo trattamento speciale per i Pachistani? Le autorità indiane dicono che temono il terrorismo. Mentre una ragionevole cautela è comprensibile, ci si poteva aspettare un senso delle proporzioni e un approccio più ragionato. La maggioranza schiacciante dei Pachistani che richiedono un visto, sono gli anziani e gli infermi, professori e dottori, uomini di affari e professionisti e il turista occasionale. Dei terroristi armati provenienti dal Pakistan hanno in effetti attraversato il confine. Lo hanno però fatto in barca, o strisciando sotto le recinzioni, e scalando montagne difficili. Penetrare negli aeroporti o nei posti di controllo e attraversare molteplici ostacoli, non è la via seguita dai terroristi. Ma diciamo che in qualche modo si è riusciti a mettere insieme una richiesta. Dopo bisogna presentarsi all’Alta Commissione Indiana  (IHC). Per fare questo, bisogna in qualche modo ottenere il permesso di entrate nella “Zona Rossa” di Islamabad, l’enclave diplomatica estremamente fortificata che ospita le ambasciate straniere. Passare il primo posto di controllo della sicurezza, che “brulica” di mitragliatrici sistemate dietro barriere di cemento, non è un compito facile. Come ho scoperto da poco, però, a quel punto la prova è appena cominciata.

 

 

 

Mentre tentavo di entrare nella sezione di visti dell’edificio dell’IHC, uno sciame di agenti dei servizi segreti pachistani mi hanno circondato. Il loro linguaggio del corpo era  intimidatorio,  le loro maniere offensive. Come anche  per gli altri richiedenti il visto, le domande si susseguivano. Mi hanno chiesto i miei dati anagrafici, i numeri di telefono, notizie dettagliate sulla mia famiglia, di  che cosa si sarebbe parlato al congresso a cui dovevo partecipare, le lettere di invito e prove della corrispondenza. Tutto questo mentre sogghignavano sul mio patriottismo. A metà di questo interrogatorio, ho perso la pazienza. Se andavo a spiare in India, perché mai mi sarei sottoposto a un’intervista per avere il visto? Questi uomini  rozzi    stavano eseguendo un programma  politico non razionale. Secondo la loro rigida mentalità –  e quella  dei loro capi – l’India era il nemico numero uno del Pakistan. Davanti alla mia  resistenza inaspettata,  i subalterni  hanno chiamato il loro superiore. Come c’era da aspettarsi, ha sostenuto i suoi uomini che, ha detto, difendevano la salvezza e la sicurezza del Pakistan. Che cosa aveva a che fare la salvezza e la sicurezza del Pakistan con  il tormentare chi richiede un visto? Una discussione è divenuta inevitabile. Il superiore e i suoi uomini  erano indifferenti al fatto che la loro istituzione di spionaggio avevano fallito in modo spettacolare di raccogliere le informazioni segrete  necessarie a proteggere la vita e le proprietà dei cittadini pachistani. Infatti aveva perduto tre dei suoi quartieri generali nella regione per attacchi di terroristi religiosi e di attentatori suicidi. I terroristi cresciuti in patria hanno ucciso più soldati  e cittadini pachistani di quanti sono morti nelle guerre tra India e Pakistan dal 1947.

 

Mi è stata rifiutato l’ingresso nell’edificio, il che è stata una violazione dei miei diritti di cittadino pachistano e anche della legge internazionale. Essi hanno vinto, io ho perso. Hanno raggiunto il loro scopo di impedire a un Pachistano di visitare l’India. Lo spazio tra le due nazioni è diventato solo un  po’ più ampio. Non so come vanno le cose  dalla parte indiana. I requisiti per un visto sono ugualmente ottusi in modo così scoraggiante? Gli agenti del  RAW (Servizi segreti esterni)  tormentano e insultano gli Indiani che fanno richiesta di un visto all’alta Commissione pachistana di Delhi? Fate parlare gli Indiani arrabbiati dal loro lato del muro, come io faccio dal mio.

 

 

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

 

 

 

http://www.zcommunications.org/deepening-the-pakistan-india-divide-by-pervez-hoodbhoy

 

 

 

Fonte: The Express Tribune

 

 

 

Traduzione di Maria Chiara Starace

 

 

 

 

 

 

 

 

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