Cristina Kirchner e la gran fortuna dell’Argentina

 

 

 

27 ottobre 2011

 

 

 

Di: Mark Weisbrot

 

Fonte: The Guardian

 

 

 

Si ipotizza che domenica Cristina Fernandez Kirchner  vada a ruotalibera verso  la rielezione come presidente dell’Argentina  anche se si è trovata davanti all’ostilità dei  mezzi di informazione per la maggior parte della sua presidenza e  di molti degli interessi economici  più potenti della nazione. E’ quindi sembra il momento giusto per chiedersi perché sia accaduto questo fatto.

 

Sì, è l’economia. Da quando l’Argentina non  ha pagato un debito internazionale di  95 miliardi 9 anni fa, e ha  fatto saltare il Fondo monetario internazionale, l’economia è andata notevolmente bene. Per gli anni 2002-2011, usando le proiezioni del Fondo monetario internazionale per la fine di questo anno, l’Argentina ha segnato una  crescita reale del Prodotto interno lordo  di circa il 94%. Questa è la crescita economica più veloce verificatasi nell’emisfero occidentale,   doppio di quella  del Brasile, per esempio, che ha migliorato moltissimo rispetto agli scorsi     risultati.. Dal momento che  la presidente Fernandez o il suo defunto marito  Nestor Kirchner, che è stato presidente prima di lei, hanno guidato il paese per otto di quei nove anni, non  ci si dovrebbe meravigliare se gli elettori la ricompensassero eleggendola per altri quattro  anni.

 

I benefici della crescita non sempre  arrivano ma in questo caso, il governo argentino si è assicurato che ne arrivassero molti.  La povertà e l’estrema povertà  sono state ridotte di circa due terzi dal picco raggiunto nel 2002 , e l’occupazione è aumentata fino a livelli record. Le spese sociali da parte del governo è quasi triplicato in termini reali. Nel 2009, il governo ha messo in pratica un programma di trasferimento di contanti per i bambini che ora arriva alle famiglie di oltre 3,5 milioni di bambini. E’ probabilmente il più ampio programma di questi tipo, relativo al reddito nazionale, di tutta l’America latina.

 

Anche la disuguaglianza è stata considerevolmente ridotta in Argentina, durante questa notevole espansione economica. Questo è in contrasto con la maggior parte di altre economie mondiali  che crescono rapidamente (e con alcune di quelle che crescono lentamente come quella degli Stati Uniti), dove la disuguaglianza è aumentata nel decennio passato. Nel 2001, gli argentini nel 95° percentile delle distribuzione del reddito avevano 32 volte il reddito di coloro che erano al  5°percentile.  Lo scorso anno quel tasso era diminuito di quasi la metà, arrivando a  un multiplo di 17.

 

Immagino già i commenti che riceverò per questo mio pezzo: la gente strillerà per il tasso di inflazione dell’Argentina, che, in base ad alcune stime private,  varia attualmente  tra il 20 e il 25% . Sì, è troppo alto e probabilmente si abbasserà fra mesi e anni (era molto più basso in tutti gli scorsi 9 anni). E’ però importante ricordare sono il reddito reale ( adattato  all’inflazione) e l’occupazione, e anche la distribuzione del reddito, che determinano gli standard di vita della gente. Se l’inflazione è alta, ma il reddito aumenta più dell’inflazione, si sta  meglio economicamente di quando l’inflazione è molto più bassa e il  reddito non è al passo con l’inflazione – o se non hai affatto  un lavoro.

 

L’esperienza dell’Argentina negli scorsi nove anni, ha implicazioni importanti sul nostro modo di considerare l’economia politica e specialmente certi miti che si usano attualmente per giustificare le penose prestazioni economiche degli Stati uniti, della maggior parte dell’Europa, e di altre nazioni dall’inizio della  crisi economica del 2008-2009 e la recessione mondiale.  Una teoria recentemente divulgata dall’ex principale economista del   Fondo monetario internazionale Ken Rogoff e da Carmen Reinhart,  sostiene che le recessioni causate dalle crisi finanziarie devono essere seguite da riprese lente e dolorose. Questa teoria è largamente accettata in molte cronache economiche, ed è servita come scusa per i governi che sono incompetenti o che si sentono in obbligo verso interessi speciali (sembra familiare?)  per evitare la vergogna di aver presieduto ad anni di grande disoccupazione e di stagnazione economica.

 

L’Argentina, tuttavia, fornisce una irrefutabile  confutazione di questa teoria. La crisi finanziaria dell’Argentina della fine del 2001 durata anche nel 2002, è stata la madre di tutte le crisi finanziarie. Il sistema bancario è praticamente crollato. Ma dopo che l’Argentina  non ha pagato il  debito alla fine del 2001, c’era soltanto un quarto della contrazione economica prima che l’economia intraprendesse  la sua notevole ripresa economica. Nello spazio di tre anni, il paese era tornato al livello  di reddito nazionale in  cui si trovava  prima della recessione.

 

Se guardiamo le economie dell’eurozona, che sono più deboli  (Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda), per esempio, è difficile vedere quando torneranno a normali livelli di occupazione – specialmente se continuano a seguire le politiche pro-cicliche (www.piccolosocrate.com./blog/definizione-di-prociclicità.html) richieste dalle autorità europee (la Commissione Europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo monetario internazionale). L’Argentina si è ripresa rapidamente perché si è liberata non solo dal peso insostenibile del debito, ma anche dalle politiche istruttive imposte dai creditori e dai loro alleati.

 

La Grecia, in particolare, la cui economia  sta    a un 5% del tasso annuale mente aspetta che le autorità europee ristrutturino il suo debito, dovrebbe considerare che sarebbe meglio se scegliesse la strada dell’Argentina che sicuramente ha funzionato per la nazione sudamericana.

 

 

 

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

 

 

 

URL: http://www.zcommunications.org/cristina-kirchner-and-argentinas-good-fortune-by-mark-weisbrot

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cristina Kirchner e la gran fortuna dell’Argentina

 

 

 

27 ottobre 2011

 

 

 

Di: Mark Weisbrot

 

Fonte: The Guardian

 

 

 

Si ipotizza che domenica Cristina Fernandez Kirchner  vada a ruotalibera verso  la rielezione come presidente dell’Argentina  anche se si è trovata davanti all’ostilità dei  mezzi di informazione per la maggior parte della sua presidenza e  di molti degli interessi economici  più potenti della nazione. E’ quindi sembra il momento giusto per chiedersi perché sia accaduto questo fatto.

 

Sì, è l’economia. Da quando l’Argentina non  ha pagato un debito internazionale di  95 miliardi 9 anni fa, e ha  fatto saltare il Fondo monetario internazionale, l’economia è andata notevolmente bene. Per gli anni 2002-2011, usando le proiezioni del Fondo monetario internazionale per la fine di questo anno, l’Argentina ha segnato una  crescita reale del Prodotto interno lordo  di circa il 94%. Questa è la crescita economica più veloce verificatasi nell’emisfero occidentale,   doppio di quella  del Brasile, per esempio, che ha migliorato moltissimo rispetto agli scorsi     risultati.. Dal momento che  la presidente Fernandez o il suo defunto marito  Nestor Kirchner, che è stato presidente prima di lei, hanno guidato il paese per otto di quei nove anni, non  ci si dovrebbe meravigliare se gli elettori la ricompensassero eleggendola per altri quattro  anni.

 

I benefici della crescita non sempre  arrivano ma in questo caso, il governo argentino si è assicurato che ne arrivassero molti.  La povertà e l’estrema povertà  sono state ridotte di circa due terzi dal picco raggiunto nel 2002 , e l’occupazione è aumentata fino a livelli record. Le spese sociali da parte del governo è quasi triplicato in termini reali. Nel 2009, il governo ha messo in pratica un programma di trasferimento di contanti per i bambini che ora arriva alle famiglie di oltre 3,5 milioni di bambini. E’ probabilmente il più ampio programma di questi tipo, relativo al reddito nazionale, di tutta l’America latina.

 

Anche la disuguaglianza è stata considerevolmente ridotta in Argentina, durante questa notevole espansione economica. Questo è in contrasto con la maggior parte di altre economie mondiali  che crescono rapidamente (e con alcune di quelle che crescono lentamente come quella degli Stati Uniti), dove la disuguaglianza è aumentata nel decennio passato. Nel 2001, gli argentini nel 95° percentile delle distribuzione del reddito avevano 32 volte il reddito di coloro che erano al  5°percentile.  Lo scorso anno quel tasso era diminuito di quasi la metà, arrivando a  un multiplo di 17.

 

Immagino già i commenti che riceverò per questo mio pezzo: la gente strillerà per il tasso di inflazione dell’Argentina, che, in base ad alcune stime private,  varia attualmente  tra il 20 e il 25% . Sì, è troppo alto e probabilmente si abbasserà fra mesi e anni (era molto più basso in tutti gli scorsi 9 anni). E’ però importante ricordare sono il reddito reale ( adattato  all’inflazione) e l’occupazione, e anche la distribuzione del reddito, che determinano gli standard di vita della gente. Se l’inflazione è alta, ma il reddito aumenta più dell’inflazione, si sta  meglio economicamente di quando l’inflazione è molto più bassa e il  reddito non è al passo con l’inflazione – o se non hai affatto  un lavoro.

 

L’esperienza dell’Argentina negli scorsi nove anni, ha implicazioni importanti sul nostro modo di considerare l’economia politica e specialmente certi miti che si usano attualmente per giustificare le penose prestazioni economiche degli Stati uniti, della maggior parte dell’Europa, e di altre nazioni dall’inizio della  crisi economica del 2008-2009 e la recessione mondiale.  Una teoria recentemente divulgata dall’ex principale economista del   Fondo monetario internazionale Ken Rogoff e da Carmen Reinhart,  sostiene che le recessioni causate dalle crisi finanziarie devono essere seguite da riprese lente e dolorose. Questa teoria è largamente accettata in molte cronache economiche, ed è servita come scusa per i governi che sono incompetenti o che si sentono in obbligo verso interessi speciali (sembra familiare?)  per evitare la vergogna di aver presieduto ad anni di grande disoccupazione e di stagnazione economica.

 

L’Argentina, tuttavia, fornisce una irrefutabile  confutazione di questa teoria. La crisi finanziaria dell’Argentina della fine del 2001 durata anche nel 2002, è stata la madre di tutte le crisi finanziarie. Il sistema bancario è praticamente crollato. Ma dopo che l’Argentina  non ha pagato il  debito alla fine del 2001, c’era soltanto un quarto della contrazione economica prima che l’economia intraprendesse  la sua notevole ripresa economica. Nello spazio di tre anni, il paese era tornato al livello  di reddito nazionale in  cui si trovava  prima della recessione.

 

Se guardiamo le economie dell’eurozona, che sono più deboli  (Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda), per esempio, è difficile vedere quando torneranno a normali livelli di occupazione – specialmente se continuano a seguire le politiche pro-cicliche (www.piccolosocrate.com./blog/definizione-di-prociclicità.html) richieste dalle autorità europee (la Commissione Europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo monetario internazionale). L’Argentina si è ripresa rapidamente perché si è liberata non solo dal peso insostenibile del debito, ma anche dalle politiche istruttive imposte dai creditori e dai loro alleati.

 

La Grecia, in particolare, la cui economia  sta    a un 5% del tasso annuale mente aspetta che le autorità europee ristrutturino il suo debito, dovrebbe considerare che sarebbe meglio se scegliesse la strada dell’Argentina che sicuramente ha funzionato per la nazione sudamericana.

 

 

 

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

 

 

 

URL: http://www.zcommunications.org/cristina-kirchner-and-argentinas-good-fortune-by-mark-weisbrot

 

 

 

Traduzione di Maria Chiara Starace

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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