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Da Ambasciata di Panama (22/08/2009)

CODICE: 09PANAMA639

CLASSIFICAZIONE: SEGRETO

NOFORN

SIPDIS

 

E.O. 12958: DECL: 18/08/2039

OGGETTO: INTERCETTAZIONI DI MARTINELLI ….

Sommario

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1. (S/NF) Il Presidente Martinelli si è rivolto all’ambasciata, tra gli altri, per chiedere aiuto per la creazione di un’infrastruttura che esegua intercettazioni, ufficialmente, di minacce alla sicurezza e di oppositori politici. L’ambasciatore ha chiarito al Presidente che il governo USA proseguirà il suo efficace programma di intercettazioni di polizia giudiziaria, ma non parteciperà ad alcuno sforzo di estendere le intercettazioni a bersagli politici interni.  L’apparente fissazione di Martinelli riguardo alle intercettazioni e i suoi commenti all’ambasciatore nell’incontro del 12 agosto dimostrano che egli sembra intenzionato ad accantonare il rispetto della legge al fine di conseguire i suoi obiettivi politici e di sviluppo.  Martinelli ha dichiarato pubblicamente che le intercettazioni saranno uno strumento chiave delle forze di polizia e ha sottoposta una bozza di legge sulle intercettazioni all’Assemblea Nazionale.  I difensori delle libertà civili si stanno preparando alla lotta e questo problema potrebbe costituire la prima sfida seria alla popolarità di Martinelli.

 

“Ho bisogno d’aiuto”

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2. (S/NF) Verso la fine del mese scorso Martinelli ha inviato all’ambasciatore un criptico messaggio Blackberry che diceva: “Ho bisogno d’aiuto con le intercettazioni telefoniche.”  L’ambasciatore, che era all’epoca in viaggio fuori Panama, non ha risposto alla sostanza del messaggio ma ha indirizzato il vice capo missione e il capo della DEA a incontrare i collaboratori di Martinelli per comprendere meglio la richiesta del Presidente. Il vice capo missione e il capo della DEA hanno incontrato il ministro della presidenza, Jimmy Papadimitriu, il 29 luglio e, di nuovo, il 1° agosto.  All’ultimo incontro hanno partecipato anche il capo dei servizi d’informazione Jaime Trujillo e il segretario alla sicurezza, di nuova nomina, Jose Abel Almengor. Papadimitriu ha spiegato l’aggressiva campagna dell’amministrazione Martinelli contro la corruzione sta attaccando individui potenti e corrotti la cui condizione economica viene minacciata.  Ha detto che alcuni di tali individui potrebbero tentare delle rappresaglie minacciando la sicurezza personale di Martinelli. Inoltre Martinelli ritiene che il suo orientamento politico di centrodestra lo renda bersaglio di amministrazioni di sinistra della regione che tenteranno di infiltrare i sindacati di Panama e di destabilizzare il governo panamense.  Papadimitriu ha detto che Martinelli ritiene di non ottenere dai servizi di sicurezza di Panama informazioni adeguate a contrastare queste minacce potenziali e che spera di ottenere una visione più precisa creando un programma di intercettazioni.

3. (S/NF) Il vice capo missione e il capo della DEA hanno spiegato l’ “operazione Matador” del governo USA, un programma di intercettazioni giudiziarie che attualmente opera congiuntamente con i servizi di polizia e di sicurezza.  Hanno sottolineato la prescrizione che tutti i bersagli debbano essere collegati al traffico di droga e ai reati ad esso collegati e che tutte le intercettazioni devono essere approvate da un giudice della Corte Suprema panamense, nel rispetto delle protezioni legali fondamentali che sono ben consolidate negli Stati Uniti. Il programma attuale mette a disposizione del governo panamense metà delle linee intercettate per le sue indagini sul crimine organizzato, che comprendono obiettivi di sicurezza nazionale.  Secondo le procedure attuale, la DEA prepara ogni 30 giorni affidavit che contengono una lista dei bersagli della DEA e del governo panamense da intercettare, che sono esaminati ed approvati dalla Corte Suprema.

4. (S/NF) Papadimitriu, Trujillo e Almengor hanno suggerito che l’attuale sistema non consente al governo panamense sufficiente flessibilità nel selezionare i bersagli e hanno citato situazioni d’urgenza, come ad esempio nel caso di rapimenti in cui sia necessaria una rapida capacità di intercettazione.  Il vice capo missione e il capo della DEA hanno controbattuto che la capacità tecnica esiste già che il governo panamense dovrebbe esaminare una procedura di reazione rapida per ottenere ordini del tribunale che autorizzino le intercettazioni in situazioni d’emergenza. Il vice capo missione è stato molto chiaro con Papadimitriu sul fatto che il governo USA non darà assistenza per l’estensione del programma all’inclusione di obiettivi politici interni.  Papadimitriu ha riso e ha affermato che i problemi di sicurezza di Panama sono troppo gravi per sprecare risorse investigative limitate con i nemici politici.

 

Intenzioni più sinistre

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5. (S/NF) Una recente conversazione con il Presidente Martinelli, tuttavia, dipinge un quadro meno benigno.  Il 12 agosto il vicepresidente Juan Carlos Varela ha invitato l’ambasciatore, il vice capo missione e il capo della DEA a un incontro con lui e con Papadimitriu per discutere ulteriormente il problema. All’arrivo all’ufficio di Varela siamo stati reindirizzati all’ufficio di Martinelli in quanto il Presidente aveva fatto proprio l’incontro.

6. (S/NF) Martinelli ha iniziato ripetendo la sua richiesta di aiuto da parte del governo USA per ampliare le intercettazioni, affermando che “siamo nel buio” nella lotta al crimine e alla corruzione.  Ha detto che non è corretto che la DEA raccolga informazioni ma che Panama non ne benefici. Ha fatto riferimento a vari gruppi e individui che ritiene dovrebbero essere intercettati e ha chiaramente evitato di distinguere tra obiettivi legittimi di sicurezza e nemici politici.  Martinelli ha suggerito che il governo USA dovrebbe dare al governo panamense una sua propria capacità indipendente di intercettazione come “affitto” in cambio dell’utilizzo delle strutture del governo panamense.

7. (S/NF) L’ambasciatore ha difeso con forza il programma della DEA e ha evidenziato che i casi di indagine congiunta stanno togliendo i criminali dalla circolazione a Panama e rendendo il paese più sicuro.  Martinelli ha fatto una minaccia implicita di ridurre la collaborazione contro il narcotraffico se il governo USA non lo aiuterà con le intercettazioni, al che l’ambasciatore ha prontamente controbattuto che avrebbe informato Washington senza problemi e si sarebbe vista la reputazione di Panama come partner affidabile precipitare in modo spettacolare.  Martinelli ha fatto immediatamente marcia indietro e ha affermato di non voler mettere a rischio la collaborazione.

8. (S/NF) Martinelli ha detto che governo panamense potrebbe ampliare da solo le intercettazioni, ma preferirebbe avere l’aiuto del governo USA. Ha detto di essersi già incontrato con i capi degli operatori di telefonia mobile di Panama e di aver discusso dei metodi per ottenere i dati delle chiamate.  L’ambasciatore ha ribadito i punti fissati negli incontri precedenti, ovvero che la capacità tecnica attuale era adeguata e che il governo panamense dovrebbe semplificare la sua procedura per ottenere gli ordini dei tribunali per le emergenze.

Ingenuo  e pericoloso

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9. (S/NF) La quasi ossessione di Martinelli per le intercettazioni tradisce un atteggiamento semplicistico e ingenuo nei confronti delle procedure investigative penali.  Sembra credere che le intercettazioni siano la soluzione a tutti i suoi problemi con la  criminalità e non sembra in grado di afferrare l’idea che le intercettazioni siano solo uno degli strumenti del processo investigativo.  Riteniamo che abbia incaricato numerosi subordinati di ottenere strumenti di intercettazione rivolgendosi ad altri governi e al settore privato. Il suo sforzo è un segreto di Pulcinella tra i professionisti della sicurezza a Panama City.  Il suo comportamento è anche coerente con un atteggiamento di sospetto e di vendicatività che abbiamo osservato sin dai primi giorni della campagna elettorale, quando era convinto che i servizi di sicurezza controllati dal PRD intercettassero i suoi telefoni. (Commento: molto probabilmente era vero).

10. (S/NF) Quel che più preoccupa è che Martinelli sembra pronto a fare a meno delle procedure legali per realizzare il suo programma di riforme.  Durante l’incontro del 12 agosto ha raccontato con orgoglio all’ambasciatore come, in precedenza nella giornata, di aver torto il braccio agli operatori dei casinò e di averli minacciati di cancellare le loro concessioni se non avessero pagato le tasse arretrate e non avessero tagliato i loro legami con le figure politiche dell’opposizione che avevano assicurato loro le generose concessioni.  Riferendosi agli imprenditori che avevano ricevuto concessioni grazie alla corruzione, Martinelli ha promesso di “gettarli ai pescecani”.  Ha rimproverato l’ambasciatore per essere “troppo legalitario” nel suo approccio al problema delle intercettazioni.

11. (S/NF) Martinelli ha visitato la sala operativa della DEA/Governo Panamense ed è stato brevemente informato su come funziona il programma congiunto. La nostra conversazione ha reso chiaro che egli desidera creare il suo proprio programma indipendente sotto la copertura del programma della DEA. Se riuscisse a realizzare tale programma potrebbe incolpare di tutto i “gringos” se la cosa fosse rivelata, il che in questo minuscolo paese sarebbe inevitabile.  Ciò potrebbe provocare un forte contraccolpo politico che metterebbe in pericolo il programma di intercettazioni della DEA e il suo significativo valore per le forze dell’ordine del governo statunitense.  Lo stile prepotente di Martinelli nei confronti dell’ambasciatore ha reso chiaro che egli è pronto a tirare al massimo la corda per ottenere quel che vuole, anche con gli “amici”.  Il vicepresidente/ministro degli esteri Varela ha abbandonato i suoi modi soliti per chiedere scusa all’ambasciatore e minimizzare la ricaduta dell’incontro, osservando che egli detesta le escandescenze di Martinelli, ma che non lo ha ancora convinto che, quale che sia la sua personalità come “Ricardito”, tale comportamento è inappropriato per un presidente della repubblica.

 

Grande scontro in arrivo

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12 (S/NF) Il governo panamense ha presentato la scorsa settimana all’assemblea generale  una bozza di legge che prescriverebbe la registrazione dei cellulari prepagati e obbligherebbe gli operatori della telefonia mobile a sottoporre al governo panamense i dati delle chiamate, a fini di indagini criminali.  L’esplicito settore “civilista” di Panama ha già dato voce alla sua forte opposizione alla legge.  Oltre che della legge sulle intercettazioni, i difensori delle libertà civili sono profondamente preoccupati dell’intenzione di Martinelli di affidare  la modernizzazione del codice penale alla transizione a un sistema accusatorio, così come delle sue mosse per distanziare il nuovo governo di Panama dal processo di contributo della società civile al dialogo sulla politica giudiziaria, creato sotto il precedente governo.  Le rumorose e potenzialmente potenti forze che un tempo resistettero a Manuel Noriega, potrebbero unirsi in una causa comune su questi temi ed avere un impatto negativo sulla popolarità di Martinelli.  Al minimo, il comportamento di Martinelli manifesta le tendenze autocratiche da lungo predette sia dai suoi amici sia dai suoi avversari.

 

Commento:

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13. (S/NF)  Un presidente ha i suoi “primi cento giorni” solo una volta, e Martinelli sta dedicando i suoi alla sua ossessione per la vendetta contro i nemici politici.  La maggior parte delle sue nomine governative ha favorito la lealtà rispetto alla competenza.  Ciò influenza negativamente la sua capacità di perseguire le sue principali priorità e anche la nostra cooperazione bilaterale sulle priorità condivise.  La sua propensione all’intimidazione e al ricatto può averlo portato ad essere una star ma difficilmente ad essere uno statista.  Rischia di perdere la benevolenza dei suoi sostenitori dell’élite panamense e della comunità degli affari.  Martinelli non è un membro della tradizionale élite panamense e potrebbe trovarsi su un ghiaccio sottile se le sue misure “anticorruzione” finiranno per essere considerate principalmente scosse per soldi veloci.

14. (S/NF) Martinelli ha fatto campagna elettorale da candidato filo-USA e ora presume che gli USA siano in debito con lui in quanto contrappeso di centrodestra a Hugo Chavez nella regione. La nostra sfida consiste nel convincere lui e altri del suo governo che gli anni ’80 sono finiti nell’America Centrale.  Nelle nostre discussioni con cittadini di Panama di ogni estrazione, abbiamo sottolineato il messaggio che gli Stati Uniti non hanno interesse a una divisione destra-sinistra nell’emisfero, ma piuttosto a una stabilità istituzionale a lungo termine.  Il nostro desiderio è che tra dieci anni Panama sia un paese stabile, sicuro, prospero e democratico che è amico degli Stati Uniti ed è capace di amministrare e proteggere il Canale.

15. (S/NF) Oltre a trasmettere tale messaggio, stiamo dirigendo con attenzione i programmi dell’ambasciata  ad avvantaggiarci di nuove opportunità, ad esempio di uno sforzo rafforzato per raggiungere i “giovani a rischio” e ridurre i reati di strada, evitando nel contempo potenziali trabocchetti, in particolare nel campo della sicurezza.  Il nostro programma di intercettazioni, che funziona bene e si attiene alla legge, potrebbe agevolmente affrontare il giudizio del pubblico se venisse in luce.  Ci stiamo strettamente coordinando con le controparti nel Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Pubblica Difesa (Consejo) per soddisfare le nostre necessità di raccolta, ma dobbiamo restare vigili contro il pericolo che dirigenti locali cerchino di dirottare  il programma a giochi politici interni.  Dobbiamo essere in grado di difendere ogni azione che intraprendiamo e nel farlo dobbiamo renderci immuni dalle minacce di rivelare i nostri programmi se non cediamo alle pressioni. Uno stretto coordinamento di tutte le amministrazioni del governo USA con l’ambasciata di Panama City è perciò più importante che mai.

STEPHENSON [Ambasciatrice]

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

Il testo originale, insieme con questa traduzione, è disponibile su L’Espresso Online

Il sito WikiLeaks è al momento indisponibili per il blocco economico cui è sottoposta l’organizzazione.

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2011 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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