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Grecia: elicotteri o “Norimberghe?”

di Nikos Raptis  (23 ottobre 2011)

Qualche giorno fa ho cominciato a scrivere un articolo per ZNet. Eccone la parte iniziale:

Per mesi ormai, in slogan e in discussioni normali, la parola “elicotteri” circola sempre più spesso tra i greci; da qui la parola “elicotteri” nel titolo.  Il significato della parte “elicotteri” è piuttosto ovvio: i greci che si ritengono i “leader” della nazione, cioè i politici al governo, sono destinati a lasciare il paese, preferibilmente di notte, per evitare il furore del popolo reso vittima.

Il significato della parte “Norimberga” è un po’ più complesso.  Fondamentalmente cerca di comunicare l’idea che i leader politici di un paese, che decidono delle vite di milioni di esseri umani, dovrebbero essere chiamati a render conto delle loro azioni davanti alla giustizia, se tali azioni danneggiano quegli esseri umani.

Lo scorso agosto (2011) mi trovavo nella città di Norimberga, in Germania. Il 12 agosto ho visitato gli uffici del “Nuernberger Nachrichten” (Notizie di Norimberga), il giornale tradizionale della città.  Lì ho chiesto di vedere un membro del personale del giornale per discutere con lui una mia idea (proposta). Volkan Altunordu, un giovane giornalista, mi ha incontrato e ho cominciato a presentargli la mia proposta. Volkan ha ascoltato con attenzione la mia proposta ed è stato molto educato e amichevole.

La proposta:

L’Organizzazione delle Nazioni Unite, a New York, si è dimostrata una farsa. Quasi sin dal primo giorno della sua costituzione, questa organizzazione è stata uno strumento delle élite USA per dominare il mondo.  Sembra perciò che sia ora che questa farsa finisca.  Ciò ha portato alle seguenti due opzioni:

Opzione A:

– Migliorare la Carta delle Nazioni Unite, a cominciare dalla farsa del “veto”, e via di seguito.

– Trasferire le Nazioni Unite da New York a Norimberga.

Opzione B:

– Abolire le Nazioni Unite e creare una nuova organizzazione: i “Popoli Uniti” (UP)

– Scrivere una nuova Carta, indipendentemente dalle dirigenze ufficiale (governi) del mondo.

– Situare questa nuova organizzazione dei Popoli Uniti a Norimberga.

 

La prima domanda di Volkan è stata: “Perché Norimberga?” Gli ho risposto che il significato storico di Norimberga è un buon motivo. Anche il simbolismo è molto ovvio e molto importante.

Poi sono andato avanti ad ampliare la mia proposta B, che considero quella giusta.  La mia prima raccomandazione, sulla mappa di Norimberga e dintorni, è stata che la città scelga un terreno su cui costruire il quartier generale dei Popoli Uniti.

Descrivendo il quartier generale della nuova organizzazione ho proposto che esso dovesse essere conforme a tre criteri:

1. Dovrebbe trattarsi di esser edifici  a un piano che assomiglino (nelle dimensioni e nella forma) alla casa di una famiglia normale.

2. Dovrebbero essere separati l’uno dall’altro, con un pezzo di terreno per ognuno.

3. Le costruzioni e i terreni dovrebbero essere gli stessi per ciascuna delle 190 nazioni del mondo. Aggiungendo che gli USA e la nazione più piccola dovrebbero ricevere lo stesso trattamento.

Da ingegnere, avevo preparato un piccolo schizzo su un foglio di carta A4, per un possibile progetto delle costruzioni a un piano sui loro lotti separati per le 190 nazioni.  La forma che ho raccomandato ricordava una ruota con sei raggi per sistemare i 190 lotti e il mozzo della ruota da utilizzare come area per le assemblee.

A quel punto ho smesso di scrivere, intendendo completare l’articolo in seguito. Tuttavia gli avvenimenti delle ultime 48 ore in Grecia esigono che io registri quello che sta accadendo in Grecia.

Mercoledì 19 ottobre 2011 c’erano più di 100.000 persone a dimostrare pacificamente, persino con i loro bambini,  a piazza Syntagma, ormai luogo familiare delle dimostrazioni dei greci di Atene. Alcune stime elevano il loro numero a quasi 500.000.

A un certo punto, verso mezzogiorno, un gruppo di circa 100 uomini vestiti di nero e incappucciati hanno attaccato la polizia antisommossa a guardia ai margini della folla.  La polizia antisommossa ha reagito prevalentemente irrorando di prodotti chimici la folla, in quantità enormi.  Le persone comuni della dimostrazione, a migliaia, si sono ritirate a distanza di sicurezza in attesa che gli scontri finissero. Questo è uno sviluppo nuovo: persone comuni che non si disperdono e non lasciano il luogo di una dimostrazione dopo gli attacchi della polizia antisommossa.  Sono rimaste lì e sono tornate a dimostrare di nuovo per ore dopo gli scontri, anche se in numero minore.

Il giorno successivo, giovedì 20 ottobre 2011, la folla pacifica era ancora una volta piazza Syntagma già alle 9 di mattina, in un numero di circa 15.000 persone.  Questa volta quelli che difendevano il blocco comunista nella dimostrazione, per la maggior parte lavoratori robusti che portavano bastoni simili a mazze da baseball con una bandiera rossa in cima, in numero di circa 150, si sono schierati in fila davanti alla massa dei dimostranti comuni, presso la tomba del milite ignoto, ai piedi dell’edificio del Parlamento. Di nuovo verso mezzogiorno il gruppo degli incappucciati in nero, ora più di 200, sono comparsi a piazza Syntagma e hanno attaccato il gruppo di comunisti addetti al servizio d’ordine di cui sopra.  Questo gruppo in nero erano armato molto abbondantemente di pietre, bottiglie Molotov (bombe incendiarie), prodotti chimici, estintori, manganelli (identici a quelli usati dalla polizia) ecc.

Quelli vestiti di nero hanno attaccato le guardie comuniste in massa e molto aggressivamente. Hanno anche lanciato bombe incendiarie sopra le teste delle guardie comuniste direttamente in mezzo ai dimostranti comuni; tra di loro, donne e bambini.  I comunisti hanno contrattaccato e c’è stata una zuffa selvaggia, prevalentemente di fronte allo storico “Great Britain Hotel”.  Questo è durato alcune ore, nel corso delle quali, come al solito, i vestiti di nero si sono dati al vandalismo e (in alcuni casi) hanno imbrattato tutto quel che capitava loro sott’occhio.

Questo è il modo in cui l’ “International Herald Tribune” (l’edizione globale del New York Times) del giorno successivo, 21 ottobre, ha descritto la scena, nel secondo paragrafo del suo articolo principale sugli eventi: “Le dimostrazioni sono iniziate pacificamente all’esterno del Parlamento, ma sono presto degenerate in violente schermaglie in cui, per la prima volta per quanto si ricorda di recente, i dimostranti hanno scagliato bombe incendiarie non contro la polizia, bensì in mezzo alla folla.”

Si noti che gli attaccanti in nero sono stati inizialmente descritti come “dimostranti”. Successivamente, nel corpo dell’articolo, il termine “dimostranti” è stato sostituito da “anarchici”.  Ancora più oltre l’espressione diventa: “uomini che indossavano caschi da motociclisti e maschere antigas”.  Il lettore che si sia fermato ai primi paragrafi dell’articolo resta con l’ “informazione” che le schermaglie e il lancio di bombe incendiarie siano avvenuti tra i “dimostranti”; tra concittadini greci.

A un certo punto, dopo che la polizia ha cominciato a usare prodotti chimici, un lavoratore edile comunista di 53 anni che partecipava alla dimostrazione è morto d’infarto, anche non aveva precedenti di problemi cardiaci.  Quell’uomo ha lottato una vita intera per crescere le sue due figlie e far loro conseguire il diploma universitario e alla fine ha dovuto morire probabilmente a causa delle sostanze chimiche della polizia; dei delegati dei “governanti”.  Tutti aspettano il rapporto del laboratorio che sta conducendo l’autopsia.

Ma chi sono realmente questi uomini in nero e qual è lo scopo delle loro azioni?

Quasi tutti i greci accettano come risposta che questi teppisti in nero siano sub-umani utilizzati dallo stato per conseguire gli obiettivi dello stato.  In questo caso, spaventare i greci comuni perché abbandonino piazza Syntagma e interrompano del dimostrazioni.

I membri di questo “commando d’élite” delle élite governative greche sono:

– Poliziotti in servizio attivo.

– Teppisti al servizio dei Servizi Centrali d’Informazione greci (una branca della CIA statunitense).

– Neonazisti indipendenti.

– Neonazisti controllati dai partiti neonazisti del parlamento greco.

– Sadici “puri”, come descritti dal creatore della Gestapo.

– Autodefiniti “anarchici” che non sono anarchici.

– Un gruppo ignoto a tutti salvo che a chi lo controlla.

L’ultimo gruppo della lista è quello dei criminali che hanno scontato una condanna in prigione e sono diventati collaboratori della polizia.  Probabilmente costituiscono il gruppo più importante. Inoltre ciò spiega l’eccessiva ferocia e i saccheggi.

Nelle due ultime notti dopo la dimostrazione di venerdì, alcuni “coraggiosi” hanno incendiato alcuni uffici del Partito Comunista.

Dunque qual è la situazione in Grecia?

I membri del Parlamento non possono camminare per le strade greche.  Non saranno aggrediti fisicamente ma verranno offesi prevalentemente con lancio di yogurt e con ingiurie verbali.

Non è un’esagerazione affermare che alcuni dei membri di vertice del governo “socialista” potrebbero usare elicotteri per lasciare il paese.

Ma cosa succederà dopo di ciò?

Ci saranno elezioni. I “socialisti” al governo sono ormai quasi estinti. La destra ha il potere consueto, basato sulla significativa percentuale di stronzi che costituiscono ogni data società.  I neonazisti, che si sono sforzati di diventare rispettabili, adottando un populismo volgare a sostegno del … proletariato greco, come se fossero comunisti, probabilmente riusciranno a entrare in Parlamento.

Così quel che resta è la sinistra.  Circa il 65% dei greci è così arrabbiato che se ci fosse una credibili alternativa di sinistra voterebbero per essa.

La sinistra è principalmente costituita dal Partito Comunista Greco (stalinista) (KKE), dalla Coalizione della Sinistra (Syriza) e dai Verdi. KKE e Syriza, con radici nel partito comunista originale degli anni ’30, sono nemici “mortali”, probabilmente sulla base di inimicizie personali createsi tra le famiglie comuniste nel corso del soggiorno dei vecchi membri delle famiglie come rifugiati in Unione Sovietica, dal 1949 ai tardi anni ’70, dopo la loro sconfitta in quella che viene chiamata la “guerra civile” greca.

I Verdi sono piuttosto deboli in Grecia, un problema che non dovrebbe esistere in Grecia visto che i “leader” del movimento avevano, e hanno tuttora, la miglior storia di pensiero politico.  Sono stati aderenti al pensiero di Murray Bookchin, Noam Chomsky e ora di Michael Albert. Tuttavia, come accade di solito, sono tagliati fuori dalle persone con storie simili e lasciano che le loro differenze personali, persino inimicizie, si frappongano nella lotta sociale.  La triste tendenza umana che ha danneggiato così profondamente la sinistra mondiale.  Circa due decenni fa ho un conosciuto un paio di essi, dopo la pubblicazione di un mio libro sui trasporti e i terremoti, e ho sperato che i Verdi si sarebbero guadagnati la parte che meritano nella società greca.  Se leggono questo, che sia un’esortazione amichevole a insistere di più sul fattore “democrazia diretta” del loro movimento, basato su Bookchin, Chomsky, Albert e Takis Fotopoulos (della “Democrazia Inclusiva”). Dovrebbero anche capire che una stretta collaborazione con il resto della sinistra è oggi un “must”.

La mia stima è che le cose in Grecia abbiano raggiunto un punto tale che la gente comune “costringerà” la sinistra (KKE, Syriza e Verdi) a capire che ha il dovere morale di non lasciare che questa opportunità vada perduta. Dovrebbero anche capire che la Grecia è parte della “Primavera Araba”, delle “piazze spagnole”, italiane, statunitensi e irlandesi, e che hanno una possibilità di basare le loro azioni su questa solidarietà internazionale.

Inoltre ci sono un paio di recenti sviluppi sociali in Grecia che sono molto promettenti:

– i giovani greci ritornano nei campi e nelle fattorie dei loro genitori nei loro paesi natali, una parte significativa di essi con lauree universitarie e che parlano con scioltezza due o tre lingue. ((Una cosa che la Merkel, la protetta di Rumsfeld, non può vantare per la gioventù tedesca, disciplinata e duramente dedita al lavoro.)

– La “rivoluzione” di piazza Tahrir/Syntagma ha messo in luce membri della società greca che sono estremamente validi nella lotta per una vita migliore. Ad esempio i professori Yanis Varoufakis e Dimitris Kazakis, due economisti, la cui integrità, onestà e razionalità hanno accattivato una parte significativa dei greci comuni.

In conclusione:  sembra che, finalmente, le élite non solo greche, ma di tutto il mondo (leggasi: le élite statunitensi) abbiano dei problemi!

 

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Torniamo a Norimberga e al resto dell’articolo originale.

Il diametro della quasi-ruota potrebbe essere di circa 350 metri e coprire 0,12 chilometri quadrati.

Volkan, riferendosi al numero di 190 nazioni, ha correttamente osservato che se si adotta il termine “popoli” allora possono esserci più di 190 popoli nel mondo. Ho ammesso che aveva ragione e ho indicato che nel piano c’era spazio sufficiente per accogliere tutti i popoli.

Ho aggiunto, verbalmente, alcuni dettagli tecnici riguardo al nuovo quartier generale dei Popoli Uniti a Norimberga. Volkan ha fotocopiato i pochi schizzi e le informazioni scritte a mano riguardanti la proposta e io l’ho salutato.

Tornato in Grecia, il 18 agosto 2011 ho inviato una email a Volkan chiedendogli se al giornale c’era stato qualche sviluppo riguardo alla proposta. Ho anche aggiunto una copia del mio ultimo articolo su ZNet, “Nazisti in Norvegia e oltre”, in cui avevo proposto che Norimberga avrebbe dovuto essere “il primo di una lunga … serie di forum” per la punizione di criminali come Breivik, il norvegese che ha massacrato i giovani in Norvegia.  Non ho avuto risposta.

Poi, il 26 agosto ho trasmesso un’altra email riguardo alla mia proposta, aggiungendo che “non avrebbe dovuto esitare a riferirmi anche una reazione negativa”. Di nuovo nessuna risposta.

La proposta è “utopistica”?

“Occupy Wall Street” (OWS) era (molto) utopistica poche settimane fa.

OWS è importante? E’ più che importante.

Un’organizzazione dei “Popoli Uniti” potrebbe essere ugualmente importante?

Se lo è, fare che questo articolo sia un invito, a chi partecipa a ZNet e a chiunque legga questo, a esprimere le proprie idee sulla fine della farsa dell’ONU a New York.

 

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.zcommunications.org/greece-helicopters-or-nurembergs-by-nikos-raptis

traduzione di Giuseppe Volpe

© 2011 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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