Tag

, , , , , ,


 

 

 

di Patrick Cockburn (20 ottobre 2011)

 

La Grecia è stata paralizzata da uno sciopero di 48 ore che è iniziato ieri e che getta dubbi sulla capacità dell’impopolare governo di attuare le riforme pretese dall’Unione Europee in cambio di ulteriori fondi di salvataggio.

Giovani con maschere nere hanno lanciato pezzi di marmo e bombe molotov alla polizia antisommossa di fronte all’edificio del Parlamento nel centro di Atene. La polizia ha reagito con granate stordenti e gas lacrimogeni mentre gli scontri si estendevano alle strade vicine dopo le manifestazioni di massa in cui i manifestanti chiedevano uno stop all’aumento delle tasse e ai tagli dei salari che affermano che li stanno riducendo alla povertà.  Acri pennacchi di fumo salivano da bidoni incendiati di spazzatura non raccolta e si mischiavano con le nuvole bianche del gas lacrimogeno.  Pezzi di pietra e di vetri rotti ricoprivano le strade attorno al Parlamento.

“Stiamo tornando al livello di vita dei nostri nonni” ha detto Eliza Giannakaromi, che ha marciato con i dipendenti comunali. “Sta accadendo a ogni livello della società, quindi l’unica scelta per i giovani consiste nell’emigrare.”

Stelios Georgiu, un netturbino che reggeva uno striscione lì vicino, ha detto: “Vogliamo cacciare questo governo.  Guadagnavo 1.200 euro al mese e ora ne prendo 700.  Dovremmo stare addosso agli evasori delle tasse, non a noi.”

Ad Atene hanno marciato circa 100.000 persone.  Alcuni dei partecipanti hanno cercato di costringere chiunque indossasse un passamontagna a toglierselo, accusando quelli che si rifiutavano di essere anarchici o agenti di polizia travestiti.  Arrivati alla sera, gli scontri nelle strade si sono estesi a Ermou, una popolare via dei negozi.

Nonostante lo sciopero, ci si attende che il Parlamento greco approvi oggi nuove leggi che ridurranno ulteriormente il reddito della maggior parte dei greci.  Ma è dubbio se un parlamento profondamente sfiduciato possa realizzare riforme che la gente considera dettate da banche e governi stranieri.

Questa perdita di  sovranità è profondamente sentita.  Un pensionato, che ha detto di chiamarsi Nikos e agitava una grande bandiera greca bianca e blu, ha detto: “Mio figlio entra nell’esercito lunedì e io non so se essere contento o triste.”

Lo sciopero generale e il voto parlamentare sulle riforme richieste dai creditori internazionali arrivano prima di un vertice, domenica, dei capi dell’Unione Europea, quando la Grecia dovrebbe ricevere 8 miliardi di euro, senza i quali il paese rimarrà privo di liquidità entro novembre.  In Parlamento il ministro delle finanze, Evangelos Venizelos, ha detto ai parlamentari che la Grecia non ha altra scelta che accettare nuove ristrettezze. “Dobbiamo spiegare a questa gente indignata, che vede cambiare la propria vita, che quello che il  paese sta vivendo non è lo stadio peggiore della crisi” ha detto.

“E’ uno sforzo angosciato e necessario per evitare il livello finale, più profondo e più duro, della crisi. La differenza tra una situazione difficile e una catastrofe è immensa.”

Ma per molti greci, la catastrofe si è già verificata e le proteste coinvolgono sempre più la classe media colta. Lo sciopero di ieri ha coinvolto controllori del traffico aereo,  funzionari delle imposte, farmacisti e medici così come autisti di taxi, lavoratori portuali e operatori della nettezza urbana. Le scuole sono rimaste chiuse e gli ospedali erano aperti solo per casi d’emergenza.  Ogni strada di Atene ha un cumulo di immondizie che marciscono nonostante un’ingiunzione del tribunale al sindacato dei servizi pubblici di por fine allo sciopero.

Ci sono dubbi crescenti tra i piccoli commercianti e i professionisti che un’austerità severa non porterà a niente se non a spingere ancor più la Grecia nella recessione.  C’è anche una profonda sfiducia nella classe politica.  Nicolas Kominis, un fotografo, ha affermato di non ritenere che il governo abbia grandi scelte, se non di adeguarsi alle richieste del Fondo Monetario Internazionale, della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea. “Il problema è che nessuno ha fiducia nel governo o nell’opposizione per ad entrambi viene attribuita la responsabilità, innanzitutto,  di aver scatenato la crisi” ha affermato.

La sensazione che quelli che hanno scatenato la crisi la facciano franca sta danneggiando il governo.  Uno striscione della marcia di ieri diceva: “Quando l’ingiustizia prevale, la resistenza è un dovere.” Vasilis Zorbas, un medico che è sindaco del distretto di Agia Paraskevi ad Atene ha detto: “I greci sono scontenti a causa dell’impunità di quelli che hanno fatto i soldi a loro spese.” Ha detto di avere due figli disoccupati, la cui unica possibilità potrebbe essere l’emigrazione.

Un ex ministro del partito di governo Pasok, che ha richiesto l’anonimato, ha affermato: “E’ questa sensazione di mancanza di giustizia che rende la gente arrabbiatissima.  Tutti conoscono i nomi dei ministri che si sono serviti (alla cassa) e hanno intascato tangenti, ma nessuno li tocca.” Viene ripetutamente asserito che i ministri e i parlamentari non hanno tagliato i loro stipendi in misura significativa sebbene il sistema dei bonus e delle indennità sia così complicato che è difficile confermarlo.

I capi della marcia hanno dichiarato che lo stereotipo del settore pubblico greco rigonfio rispetto al resto dell’Unione Europea è scorretto.  Balasopoulos Themis, il capo della Federazione Pan-ellenica di Dipendenti delle Organizzazioni delle Amministrazioni Locali, ha detto che questa è propaganda e che la cifra spesso citata di 768.000 dipendenti pubblici su una forza lavoro di quattro milioni, comprende l’esercito, la polizia e persino il clero.

Ha detto che, nel complesso, il reddito dei membri del suo sindacato si è ridotto del 40% a causa degli aumenti delle tasse e dei tagli ai salari.

E’ improbabile che una vera riforma in Grecia venga da un governo che ha perso la fiducia in quanto egoista e corrotto; l’ex ministro ha detto di non aver avuto la forza politica per imporre il cambiamento quando si è scontrato con potenti interessi speciali.

 

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.zcommunications.org/greece-crippled-as-its-people-say-no-to-poverty-by-patrick-cockburn

Fonte: The Independent

traduzione di Giuseppe Volpe

© 2011 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

Annunci