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 La Grecia stretta da un’ondata di scioperi in vista del voto cruciale sulle nuove misure d’austerità

di Nicholas Paphitis  (19 ottobre 2011)

I lavoratori delle ferrovie e i giornalisti greci si sono uniti martedì agli equipaggi dei traghetti, agli addetti alla nettezza urbana, agli ufficiali delle tasse e agli avvocati in uno sciopero lampo contro le misure di ancor maggiore austerità richieste perché il paese eviti di risultare inadempiente riguardo ai propri debiti.

 Le proteste condurranno a uno sciopero generale nei prossimi due giorni, che avrà il suo culmine giovedì, quando il Parlamento terrà una votazione cruciale su nuovi dolorosi tagli che seguono quasi due anni di austerità.  Uno sciopero simile, prima di una legge di austerità a giugno, è stato accompagnato da vaste marce di protesta che sono degenerate in scontri nelle strade tra rivoltosi e polizia.

Le nuove misure, estremamente impopolari, comprendono ulteriori tagli alle pensioni e ai salari, la sospensione o la riduzione della paga a 30.000 dipendenti pubblici, su un totale di più di 750.000, e la sospensione dei contratti collettivi di lavoro.

Nel frattempo i paesi europei stanno cercando di elaborare una soluzione complessiva alla crescente crisi debitoria del continente, in vista di un vertice a Bruxelles nel fine settimana.

“La situazione è eccezionalmente difficile, perché vi è grande incertezza in Europa, grande incertezza a livello internazionale” ha affermato il ministro delle finanze Evangelos Venizelos in un incontro con il presidente del paese, Karolos Papoulias. “La gente … sta facendo grandi sacrifici. Stiamo assolvendo a un dovere patriottico perché dobbiamo salvare il nostro paese.”

Venizelos ha anche ridimensionato le aspettative del raggiungimento di un accordo definitivo sul secondo pacchetto di salvataggio per la Grecia al vertice dell’Unione Europea di questo fine settimana.  Il secondo salvataggio, del valore di 109 miliardi di euro, era stato inizialmente concordato a luglio, ma rimangono da mettere a punto dettagli cruciali.

“Non dobbiamo nutrire grandi aspettative sul vertice di domenica” ha detto Venizelos. “Cercheremo di ottenere il meglio per il paese e per l’eurozona. Tutti capiscono che se la Grecia viene salvata, viene salvata anche l’eurozona.  Ed è vero anche il contrario: se gli europei falliscono con la Grecia non saranno in grado di salvaguardare sé stessi.”

Il governo socialista greco assediato ha necessità di approvare nuove misure – che alcuni dei suoi stessi parlamentari hanno minacciato di bloccare – per ricevere la prossima rata di 8 miliardi di euro (11 miliardi di dollari) del pacchetto originale di salvataggio di 110 miliardi di prestiti internazionali di soccorso che lo hanno mantenuto a galla dal maggio 2010.

“Si deve capire che qui stiamo combattendo una guerra” ha detto il ministro delle finanze, aggiungendo che deve essere scatenata una “lotta nazionale” contro l’evasione fiscale.  “Se qualcuno pensa che viviamo in una situazione normale e che stiamo attuando una politica che vogliamo realizzare attraverso tagli e austerità, si sbaglia di grosso.”

Il salvataggio è stato necessario dopo che i tassi praticati all’indebitamento del paese sui mercati internazionali erano saliti alle stelle in seguito alle rivelazioni che Atene da anni manipolava i propri dati finanziari.  Le agenzie di valutazione avevano classificato il debito greco ai livelli più bassi del mondo.

Il paese ha mantenuto la sua presenza sul mercato mediante collocamenti regolari di debito a breve termine – fino a sei mesi – e martedì è riuscito a mettere all’asta un valore di 1,62 miliardi di euro di titoli del tesoro a 13 mesi.  Il paese ha dovuto offrire agli acquirenti un tasso leggermente superiore, 4,61% rispetto al 4,56% del collocamento del mese precedente.  L’interesse degli investitori è stato leggermente più alto, con richieste 2,86 volte superiori all’offerta.

Il governo ha dichiarato che rimarrà privo di liquidità a metà novembre se non perverrà la prossima quota del prestito di salvataggio.

Gli scioperi di martedì hanno trattenuto in porto i traghetti per il secondo giorno, mentre mucchi puzzolenti di immondizia marcescente restano non raccolti nelle strade delle città della Grecia per il diciassettesimo giorno, tappezzando i marciapiedi e costringendo i pedoni ad aggirarsi in mezzo al traffico veloce.

Gli esattori delle tasse e gli avvocati hanno aderito agli scioperi, mentre i dipendenti pubblici hanno occupato gli edifici del  ministero delle finanze e di quello del lavoro.

Le nuove misure d’austerità sono state annunciate dopo che il governo non è riuscito a conseguire i suoi obiettivi di risparmio, nonostante circa 22 mesi d’austerità che hanno visto una perdita record di posti di lavoro nel corso di una profonda recessione.

In luglio la disoccupazione è salita al 16,5 per cento, dal 16 per cento di giugno e dal 12 per cento di un anno prima, secondo i dati forniti martedì dall’Istituto Statistico greco.  Il numero totale di disoccupati ha superato gli 820.000.

Mercoledì e giovedì gli insegnanti, i medici, i taxisti e i dipendenti bancari saranno in sciopero, insieme con i controllori del traffico aereo, la cui dimostrazione interromperà tutti i voli per due giorni.

I due principali sindacati del paese hanno convocato anche manifestazioni e marce di protesta a piazza Syntagma, all’esterno del Parlamento, nel centro di Atene, durante lo sciopero generale, mentre un sindacato comunista ha sollecitato i suoi membri a bloccare l’edificio del parlamento il giorno del voto.

Furgoni provvisti di altoparlanti hanno girato martedì nel centro di Atene sollecitando i lavoratori a “inondare piazza Syntagma e a circondare il Parlamento.”

Da ZNET – Lo spirito della resistenza è vivo

Originale: www.zcommunications.org/greece-gripped-by-wave-of-strikes-ahead-of-crucial-vote-on-new-austerity-measures-by-nicholas-paphitis

Fonte: Star Tribune

Traduzione di Giuseppe Volpe

© 2011 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

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