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 I giganti finanziari mettono a libro paga i poliziotti di New York

Di   Pam Martens    (15 ottobre 2011)

Su Internet spuntano video che mostrano membri in uniforme del Dipartimento di Polizia di New York (NYPD) che, in camicia bianca, (diversamente dalle tipiche uniformi blu del NYPD), spruzzano spray al peperoncino e maltrattano manifestanti pacifici, che non costituiscono una minaccia, che tentano di partecipare alle marce di Occupy Wall Street.  I media del mondo degli affari riferiscono che queste camicie bianche sono supervisori della polizia, non semplici
poliziotti. Documenti scoperti di recente suggeriscono che può essere all’opera qualcos’altro.

Se sei un bestione di Wall Street ci sono infinite opportunità per privatizzare i profitti e socializzare le perdite, oltre a incassare trilioni di dollari in salvataggi da parte dei contribuenti.  Uno dei modi ingegnosi che sfuggono ai radar del pubblico è stato avviato a New York City dall’amministrazione di Rudolph Giuliani nel 1998. Si chiama Paid Detail Unit [più o meno, distaccamento temporaneo remunerato – n.d.t.] e consente alla Borsa di New York e alle imprese di Wall Street, comprese quelle ripetutamente accusate di reati, di far arrivare un fiancheggiamento dei migliori [poliziotti]  di New York con la facilità con cui si ordina al telefono una pizza a domicilio.

Le imprese pagano una media di 37 dollari l’ora (niente provvidenze mediche o pensionistiche, niente pagamento di straordinari) per un membro del NYPD con arma, manette e la capacità di effettuare arresti.  L’ufficiale è pagato dal
contribuente, non dall’impresa.

La città di New York riceve una commissione amministrativa del 10% sui 37 dollari all’ora pagati alla polizia.  Il bilancio della città del 2011 prevedeva 1.184.000 dollari di commissioni per i ‘distaccamenti temporanei’, il che significa che le imprese private stavano pagando salari per 11,8 milioni di dollari alla polizia che partecipava ai Paid Detail Unit. Il programma ha più che raddoppiato le proprie entrate per la città dal 2002.

Il contribuente ha pagato per l’addestramento dei “poliziotti in affitto”, per le loro uniformi e armi, e pagherà il conto delle cause legali derivanti dall’esecuzione, da parte del personale della polizia,  di ordini illegali dei padroni industriali. Si
sono già avute cause legali derivanti da tale programma.

Quando il programma fu inizialmente lanciato un membro perspicace del NYPD ha pubblicato questo commento su un forum: “ … quanto all’ufficiale che lavora per (ed è pagato da) alcune delle persone e delle organizzazioni più ricche della città, se non del mondo, facendo rispettare gli ordini del suo datore di lavoro privato e, in effetti, consentendo che l’ufficiale diventi la guardia pretoriana dell’élite cittadina … e adesso la corruzione non è più un problema.  Chi prendono in giro?”

Proprio quest’anno il Dipartimento della Giustizia ha rivelato seri problemi con i Paid Detail Unit del Dipartimento di Polizia di New Orleans (NOPD).  Ora c’è una valanga di indagini sul NOPD che svelano pagamenti in contanti alla polizia dei Paid Detail Unit e a membri del dipartimento che hanno complottato con società a responsabilità limitata per accumulare 250.000 dollari di prestazioni dei Paid Detail Unit fatturate alla città.

Quando la famigerata società di Wall Street, amministrata in modo disonesto, Lehman Brothers, è crollata il 15 settembre 2008, la documentazione della bancarotta depositata nel 2009 ha mostrato che doveva soldi a 21 membri del Paid Detail Unit del NYPD.  (Una richiesta telefonica e via email al NYPD per avere informazioni su quali società di Wall Street partecipassero al  programma non ha avuto risposta. I sindacati di polizia hanno informazioni solo superficiali sul programma).

Si sa di altre società di Wall Street che hanno utilizzato il Paid Detail, comprese la Goldman Sachs, il complesso del World Financial Center che ospita le società finanziarie e la Borsa di New York.

La Borsa di New York è l’edificio di fronte al quale i manifestanti di Occupy Wall Street hanno tentato senza successo di protestare, finendo ammassati dietro barricate di metallo, randellati con sfollagente, colpiti al volto e trasportati in prigione, piuttosto che permettere che l’ultima colonia degli Stati Uniti fosse lordata dagli slogan e dai manifesti dei cittadini. (Un campione di tali manifesti e slogan politicamente sconvenienti: “I corrotti ci temono; gli onesti ci appoggiano; gli eroici si uniscono a noi”;  “Ditemi cos’è la democrazia; questa è la democrazia”; “Crederò che un’impresa è una persona quando il Texas ne giustizierà una”. Quest’ultimo cartello si riferisce alla sentenza della Corte Suprema del 2010, nel caso Citizen United contro la Commissione Elettorale Federale, che ha dato alle imprese la personalità prevista dal Primo Emendamento, che consente loro di spendere somme illimitate nelle elezioni).

L’8 settembre 2004, Robert Britz, allora presidente e co-direttore operativo della Borsa di New York, ha testimoniato come segue alla Commissione della Camera USA sui Servizi Finanziari:  “ … abbiamo messo in atto nuovi parametri di assunzione che richiedono precedenti nelle forze dell’ordine o nell’esercito per il personale della sicurezza … abbiamo creato un controllo 24 ore su 24, da parte del Paid Detail del NYPD, nel perimetro dei centri elaborazione dati … abbiamo attuato controlli sul traffico e di esame dei veicoli ai posti di controllo. Abbiamo installato barriere protettive fisse e barriere veicolari mobili.”

Precedenti nell’esercito; NYPD pagato 24 ore su 24, 7 giorni su 7; posti di controllo; barriere veicolari? Potrebbe essere interessante ricordare che la Borsa di New York in origine scambiava le azioni con una stretta di mano all’aperto sotto un platano di Wall Street.

Nella sua testimonianza il dirigente della Borsa di New York, Britz, afferma che “noi” abbiamo fatto questo e quello, descrivendo funzioni che chiaramente sono di competenza della Città di New York.  La Borsa di New York all’epoca non era ancora pubblica ed era proprietà di coloro che vi avevano acquistato una posizione, principalmente le più grandi società di Wall Street.  La Borsa di New York si è semplicemente attribuita poteri di polizia per bloccare le strade e creare posti di controllo con poliziotti in affitto? E che dire dei pestaggi dei manifestanti sui marciapiedi?

Solo sei mesi prima della testimonianza del dirigente della Borsa, Britz, a una commissione del Congresso, la sua organizzazione era stata citata in giudizio presso la Corte Suprema della Contea di New York per essersi illegalmente impossessata di strade senza alcuna autorizzazione a farlo.  Tale azione aveva compromesso gli affari di un garage, il Wall Street Garage Parking Corp., il querelante in tale causa. Il giudice Walter Tolub, nel suo parere, ha affermato che:  “ … un’entità privata, la Borsa di New York, si è assunta la responsabilità della sorveglianza e del mantenimento di blocchi stradali in sette incroci che circondano la Borsa … non risulta essere stata concessa alcuna autorizzazione alla Borsa per mantenere questi blocchi e/o effettuare perquisizioni di sicurezza a questi posti di controllo … la chiusura di questi incroci da parte della Borsa  è equivalente a una turbativa dell’ordine pubblico … La Borsa deve ancora fornire a questa corte prove di un accordo che le dia l’autorità di mantenere il perimetro di sicurezza e/o effettuare le perquisizioni che le sue forze private di sicurezza effettuano quotidianamente.  In quanto tali, le azioni della Borsa sono illegali e possono essere censurate perchè violano i diritti civili del querelante in quanto privato cittadino.”

Il caso fu appellato, la sentenza capovolta e rinviata allo stesso giudice che non ebbe altra scelta che archiviare il caso sulla base della sentenza d’appello che affermava che il querelante non aveva subito danni maggiori di quelli della comunità in generale.  Davvero tutti quanti a Manhattan bassa possiedono un parcheggio che sta perdendo i clienti perché le strade per il garage sono bloccate?

Alcuni ritengono che a Wall Street siano concessi privilegi e protezione speciali perché il sindaco della città di New York, Michael Bloomberg, deve  i suoi 18,1 miliardi di dollari di ricchezza (sì, è uno di quelli dell’un per cento contro cui protesta il 99 per cento)  a Wall Street.  Il sindaco era in precedenza un operatore di borsa per la Salomon Brothers, la banca d’investimenti resa famosa per aver tentato di manipolare il mercato dei titoli a due anni del Tesoro statunitense.

’impero imprenditoriale del sindaco, che porta il suo nome, comprende l’imponente terminale Bloomberg, un computer che ospita un’enorme quantità di dati sui prezzi delle azioni e delle obbligazioni, ricerche, notizie, funzioni per la produzione di grafici e molto altro.  Esistono attualmente, secondo una stima, 290.000 di questi terminali nelle sale di contrattazione di Wall Street in tutto il mondo, e generano un introito da noleggio di circa 1.500 dollari per terminale al mese.  Sono la bellezza di 435 milioni di dollari al mese ovvero 5,2 miliardi di dollari all’anno; la mucca da latte degli affari di Bloomberg.

Le imprese Bloomberg sono gestite indipendentemente dal sindaco, ma egli sa certamente che il suo terminale è una componente chiave della sua ricchezza.  Ciò nonostante, il sindaco non è il burattino di   Wall Street. La Bloomberg Publishing [Editoria del gruppo – n.d.t.] è frequentemente in prima linea nel denunciare le frodi di Wall Street, come nel volume del 2001 “The Pied Pipers of Wall Street” [I pifferai di Wall Street] di Benjamin Mark Cole, che ha denunciato la pratica di diffondere presso il pubblico ricerche fraudolente riguardo alle azioni.  La Bloomberg News è stata responsabile dell’azione legale che ha costretto la Federal Reserve a rivelare i dettagli di quel che aveva fatto dei trilioni di dollari di soldi dei contribuenti in salvataggi di società di Wall Street, di fondi speculativi e di banche straniere.

Anche il Commissario della polizia Ray Kelly può avere un debole per Wall Street. E’ stato in precedenza amministratore delegato della Sicurezza Aziendale Globale presso la Bear, Stearns & Co. Inc., la società di Wall Street che è crollata finendo tra le braccia della JPMorgan nel marzo del 2008.

C’è anche stata a volte una bizzarra porta girevole tra i milionari di Wall Street e il Dipartimento di Polizia di New York.  Una delle più sconcertanti mosse nella carriera è stata compiuta da Stephen L. Hammerman.  Egli ha lasciato un cospicuo pacchetto di  compensi da vicepresidente della Merrill Lynch & Co. nel 2002, per lavorare come Vice Commissario per le Questioni Legali presso il NYPD dal 2002 al 2004. Quella mossa ha lasciato all’epoca tutti a grattarsi la testa a Wall Street. La Merrill è crollata tra le braccia della Bank of America il 15 settembre 2008, nella stessa data in cui la Lehman è sparita.

Wall Street non è il solo settore ad affittare poliziotti a Manhattan. Supermercati, parchi, banche commerciali e punti di riferimento come il Rockefeller Center, il Jacob Javits Center e la Cattedrale di San Patrizio, hanno tutti preso parte al programma Paid Detail Unit, secondo fonti interne. Ma Wall Street è l’unico settore che gestisce un sistema privato di giustizia i cui crimini sono trasmessi a corti arbitrali segrete, che ha succhiato la tetta pubblica al ritmo di trilioni di dollari, che è sfuggito all’incriminazione per il collasso finanziario e che può schierare sui marciapiedi una forza municipale armata per intimidire i pubblici dimostranti perseguendo un riallineamento della loro idea di democrazia.

Potremo apprendere molto di più in futuro sulle tattiche impiegate da Wall Street e dal NYPD contro i manifestanti di Occupy Wall Street.  L’altamente rispettata  Partnership for Civil Justice Fund [Associazione del Fondo per la  Giustizia Civile] ha depositato una denuncia per una causa collettiva per gli arresti di circa 700 persone effettuati sul Ponte di Brooklyn il 1° ottobre.  La denuncia formale e le relative informazioni sono disponibili sul sito web dell’organizzazione, www.JusticeOnLine.org .  L’organizzazione è stata fondata da Carl Messineo e Mara Vereyden-Hilliard. Il Washington Post li ha definiti “gli sceriffi costituzionali di una nuova generazione di protesta.”

La causa cita il sindaco Bloomberg, il Commissario della Polizia Kelly, la Città di New York, 30 membri ignoti del NYPD e, provocatoriamente, 10 ufficiali delle forze dell’ordine, ignoti, non dipendenti dal NYPD.

La causa affronta quelle che sono state le limitazioni ai diritti costituzionali del manifestanti per un lungo periodo a New York City.

“Come si è visto nei movimenti per il cambiamento sociale in Medio Oriente e in Europa, tutti i movimenti per la giustizia sociale, per il lavoro e per la democrazia hanno bisogno di spazio per respirare e crescere ed è imperativo che vengano interrotte le azioni delle forze dell’ordine utilizzate per reprimere le assemblee di massa e la libera espressione delle persone che cercano di raddrizzare dei torti …

Dopo aver scortato e condotto un gruppo di dimostranti e altri sulla strada del Ponte di Brooklyn, il NYPD ha improvvisamente e senza preavviso bloccato l’ulteriore avanzata del movimento, bloccato la possibilità per le persone di lasciare il Ponte dal retro e arrestato centinaia di manifestanti in assenza di motivi plausibili.  Questa è stata una forma di intrappolamento, sia illegale sia fisico.

Che la trappola e l’arresto di massa per la detenzione siano stati operazioni di polizia intenzionali e calcolate dirette da alti livelli di comando è evidenziato dal fatto che gli ufficiali delle forze dell’ordine che hanno diretto la dimostrazione attraverso il Ponte erano ufficiali comandanti, noti come ‘camicie bianche’.”

Nell’aprile 2001 fui arrestata e incarcerata dal NYPD mentre distribuivo pacificamente volantini su un marciapiede pubblico all’esterno dell’assemblea degli azionisti della Citigroup, volantini che mettevano in guardia contro la crescente corruzione all’interno della società. (La fusione illegale tra il Travelers Group e la Citibank creò la Citigroup e sfociò nella revoca della Legge Glass-Seagall, la legge dell’era della Depressione a protezione degli investitori che vietava alle banche di deposito di fondersi con società ad alto rischio di Wall Street.  Molti di noi, dei gruppi per la giustizia sociale di New York City, avevano protestato contro la revoca ma fummo superati in astuzia dalle pedine politiche di Wall Street a Washington).

Di un gruppo di circa una dozzina di manifestanti della National Organization for Women di New York City [Organizzazione nazionale per le donne], della Rain Forest Action Network [Rete per l’azione a difesa della foresta pluviale] e della Inner City Press [Stampa del centro storico o anche Stampa dei quartieri poveri – n.d.t.] io fui l’unica arrestata. Non stavamo compiendo alcun atto di disobbedienza civile. La Rain Forest Action Network distribuiva dolcetti della fortuna che contenevano profetici avvertimenti riguardo la Citigroup e sollecitavano i passanti a fare a pezzi la loro carta di credito Citibank.  Il resto di noi distribuiva pacificamente volantini.

Incatenata a una barra di metallo all’interno del distretto di polizia, sono stata torchiata riguardo a ogni genere di reati a mia conoscenza.  Risposi che gli unici reati di cui ero a conoscenza erano quelli elencati nel volantino e che apparentemente, nella città di New York, si è arrestati per denunciare i reati delle società di Wall Street.

Un misterioso ispettore maturo, in camicia bianca, che aveva ordinato il mio arresto sul marciapiede è si era rifiutato di dirmi il suo nome, scomparve dal rapporto della polizia quando fu registrato, attribuendo invece l’arresto a un giovane ufficiale di polizia.  La Citigroup oggi è ancor viva solo perché il governo federale le ha inserito un tubo di alimentazione e vi ha infuso più di due trilioni di dollari di prestiti, investimenti diretti e garanzie quando la  banca stava virando verso il collasso.

Il NYPD, all’epoca del mio arresto, era retto da Bernard Kerik, l’uomo che successivamente il presidente George W. Bush inviò in Iraq a fare il ministro dell’interno ad interim e ad addestrare la polizia irachena.  Il presidente in seguito  nominò Kerik capo del Dipartimento della Sicurezza Interna per l’intera nazione.  Alla nazione ciò è stato risparmiato solo perché alla fine è emersa l’assunzione di una badante illegale [e ne è seguita la scoperta di numerosi altri reati – n.d.t.].  Oggi Kerik sta scontando una condanna a quattro anni in una prigione federale per una molteplicità di reati penali.

La New York Civil Liberties Union [Unione di New York per le libertà civili]  ha avviato una causa federale per mio conto (Martens contro Giuliani) e abbiamo appreso che il NYPD aveva arbitrariamente stabilito una politica di arresti e detenuto per 72 ore qualsiasi persona manifestasse in gruppi di venti o più persone.  Il caso è stato composto a fronte di una modesta sanzione amministrativa e della revoca, da parte del NYPD, di questa pratica incostituzionale e deprecabile.

Pam Martens ha lavorato a Wall Street per ventun anni.  Ha trascorso gli ultimi dieci anni della sua carriera a battersi contro il sistema privato di giustizia di Wall Street, che mantiene i suoi reati al riparo dai pubblici tribunali.  Ha scritto su temi di pubblico interesse per CounterPunch dal suo pensionamento nel 2006. Non ha alcuna posizione nella sicurezza, a breve o a lungo termine, in nessuna delle aziende citate in questo articolo. Può essere contattata a pamk741@åol.com

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

Originale: www.zcommunications.org/financial-giants-put-new-york-city-cops-on-their-payroll-by-pam-martens

Fonte: CounterPunch

Traduzione di Giuseppe Volpe

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