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 di: Shalini Adnani (7 ottobre 2011)

Fonte: The Indypendent

Il Cile è largamente pubblicizzato come un miracolo economico in America Latina con un tasso di crescita del 5%, finanze stabili e un reddito medio pro capite di più di 15.000 $. La sua prosperità, tuttavia, è smentita  da un po’ della più alta disuguaglianza in quella zona e da una mancanza di mobilità sociale.

Fin da piccoli, gli studenti cileni si trovano davanti a un sistema educativo che è profondamente dalle classi sociali dove i fondi governativi  fluiscono nelle scuole private mentre le scuole pubbliche hanno grande desiderio di finanziamenti. Per avere un’istruzione di livello universitario, gli studenti che appartengono a famiglie povere e della classe lavoratrice devono indebitarsi tantissimo per affrontare il pagamento delle tasse che possono arrivare a 20.000 $ all’anno – una cifra inconcepibile per  il cittadino medio  cileno.

E’ uno scenario che sarebbe familiare per molti studenti statunitensi, ma, al contrario della loro docile controparte americana, gli studenti cileni stanno entrando n azione  per rifare il loro sistema educativo.

Da maggio,  quando sono iniziate le proteste all’Università del Cile, il movimento degli studenti ha organizzato  in tutta la nazione uno sciopero nelle università e nelle scuole superiori che entra ora  nel quarto mese. Le più grosse manifestazioni hanno raccolto centinaia di migliaia di persone. Gli studenti stanno ottenendo l’appoggio degli insegnanti, dei lavoratori e delle famiglie che lottano per pagare l’istruzione dei loro figli. In base ai sondaggi il sostegno alla causa degli studenti arriva fino all’80%. Gli studenti hanno occupato pacificamente i campus universitari e quelli delle scuole superiori in tutto il paese, trasformando gli edifici in spazi collettivi. Quando le occupazioni  (tomas, come vengono chiamate in Cile, sono arrivati al massimo a metà agosto, gli studenti occupavano 500 scuole superiori e 22 università soltanto nella capitale, Santiago. Durante queste occupazioni, gruppi di studenti rimanevano nelle scuole per 24 ore, cucinavano il cibo che avevano avuto in regalo,   insegnavano in laboratori individuali, e organizzavano attività nei campus.

I teatri venivano usati per tenere assemblee generali e le balconate servivano da camera da letto.

Gli studenti usano la loro creatività per mettere in risalto la natura pacifica delle proteste. Dimostrazioni innovative comprendevano danze da zombie dall’album  “Thriller” di Michael Jackson (per sottolineare l’influenza dello stato neo liberale simile a uno zombie sul loro futuro), due minuti di baci sulla bocca che si chiama  El Besaton o The Kissathon (la gara di baci) per indicare l’amore e la passione insiti nel movimento degli studenti, una corsa a staffetta durata un mese intorno al palazzo presidenziale, e molte altre azioni di questo tipo.

Dopo che, nel 2006,  un analogo sciopero di studenti della scuola superiore aveva perso forza, l’elezione a presidente  del miliardario di destra Sebastian Piñera ha ridato vita al movimento degli studenti che insiste che l’educazione è un bene sociale che dovrebbe essere disponibile per tutti.

 Le richieste degli studenti universitari includono: un nuovo sistema di borse di studio per i ragazzi delle classi povere e di quelle dei lavoratori, un sistema di ammissione più equo alle università prestigiose, la creazione di un organismo di controllo per  fare causa alle  università che usano scappatoie per guadagnare profitti, l’abrogazione di leggi che proibiscono agli studenti di partecipare al governo dell’università.

Gli studenti delle scuole superiori, organizzati in modo più approssimativo, stanno  insistendo con richieste analoghe: avere maggiori finanziamenti governativi e anche una moratoria circa la creazione di un numero maggiore di  scuole private riconosciute e sovvenzionate dallo stato, la fine di un sistema di controllo locale delle scuole che porta a disuguaglianze, e anche libero accesso ai trasporti pubblici.

Più che affrontare un sistema educativo per lo più privatizzato, il movimento degli studenti ha  lanciato la sfida più importante all’ordine neoliberale, da quando esso  è stato imposto per mezzo di in colpo di stato militare che ha rovesciato il governo socialista democraticamente eletto di Salvator Allende e che ha causato la morte o l’esilio di migliaia di suoi sostenitori.

La democrazia è stata formalmente ripristinata in Cile nel 1989, ma la struttura neoliberale che si è sviluppata durante la dittatura, è stato perpetuata dai governi di coalizione sia di centro-sinistra che di centro-destra.

Il governo ha risposto al movimento degli studenti con gas lacrimogeni, proiettili di gomma e idranti, mentre i mezzi di informazione favorevoli al governo hanno cercato senza successo di  liquidarle gli studenti attivisti definendoli semplicemente “delinquenti”. La violenza è esplosa il 5 agosto quando le autorità cilene hanno impedito agli studenti che dimostravano di entrare nel centro di Santiago e il 25 agosto quando la polizia ha sparato e ucciso uno studente di 16 anni.

La generazione dei giovani che sono diventati maggiorenni dopo la dittatura non ha le paure della generazione dei loro genitori e le loro azioni hanno risvegliato i Cileni più anziani che non speravano di potere mai vedere di nuovo un vero cambiamento nel loro paese. Il sogno degli anni di Allende di una società  cilena fondata sulla partecipazione attiva di tutti, non è svanito, malgrado quasi quattro decenni di realizzazioni sociali neoliberali.

“Sono sorpreso [ma]… il movimento conferma ciò che da un po’ di tempo stavo prevedendo e sentendo,” ha detto alla CNN l’economista cileno Gabriel Salazar…..”Questa transizione civile che viene dalla base è molto diversa da una transizione politica che arriva dall’alto.”

Dato che il sostegno agli studenti “andava forte”, Piñera ha cercato di cooptare il movimento con delle piccole misure come un modesto aumento di denaro per le borse di studio e tassi di interesse leggermente più bassi sui prestiti agli studenti  che fondamentalmente non cambiano il sistema educativo. Ha anche cercato di            aspettare che il movimento si fermasse, iniziando dei  negoziati che non sono approdati a nulla.

E’ difficile sostenere un alto livello di mobilitazione per molti mesi e gli studenti rischiano di perdere un intero anno scolastico dato che lo sciopero si protrae. La polizia ha cominciato a far sgombrare gli studenti da molte delle scuole occupate, e il governo ha spostato la fine dell’anno da novembre a marzo e ha minacciato di revocare la borsa di studio agli studenti che non finiscono le lezioni. Questo ha creato divisioni all’interno del movimento dato che alcuni studenti hanno molto di più da perdere rispetto ad altri se continuano lo sciopero.

Il movimento degli studenti, tuttavia, continua a organizzare grandi dimostrazioni e gode del sostegno della maggioranza della popolazione. Se riesca a costringere la classe politica a riorientare il sistema educativo che soddisfi le necessità umane invece che gli imperativi del mercato, resta da essere deciso, sia nei campus che nelle strade.

Shalini Adnani è un giornalista freelance residente a Santiago, Cile.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo – 

Traduzione di Maria Chiara Starace

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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